Federgioco all’attacco del Decreto Dignità a firma del Ministro Luigi Di Maio.

Decreto Dignità: stop pubblicità per i casinò

E’ appena iniziata la “battaglia” di Federgioco, l’associazione che riunisce le quattro case da gioco italiane tra cui quella di Campione d’Italia, per ottenere una revisione del Decreto Di Maio per quanto concerne le modalità di promozione dell’attività d’intrattenimento dei casinò italiani. Il Decreto infatti prevede i divieto di  qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, culturali o artistiche, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.

I casinò italiani però, a detta di Federgioco, vengono penalizzati e con essi anche i territori sui quali incidono. Negli anni infatti sono diventati i volano turistico dei rispettivi territori, basilari per le ricadute occupazionali ma anche per i tanti eventi creati che sostengono l’attività ricettiva dei rispetti bacini.

Federgioco: “Case da gioco volano economico dei rispettivi territori”

“Rivendichiamo l’importanza economica ma anche sociale e culturale dei casinò italiani – sottolinea il presidente di Federgioco, Olmo Romeo – Siamo al paradosso i casinò europei potrebbero promozionarsi in Italia mentre i casinò italiani non potranno farlo? E’ una situazione che si sta già verificando. Si tratterebbe di concorrenza sleale a tutti gli effetti. Ribadisco il sostegno dei casinò italiani, già da tempo impegnati  contro il gioco patologico, insieme con le loro Proprietà, Comuni e Regioni.  Si devono ricordare le peculiarità di queste aziende a capitale pubblico, che sostengono fortemente le comunità di riferimento, in ambito turistico, sportivo, culturale e sociale.  La nostra è una battaglia per la sopravvivenza che mi vedrà impegnato in ogni sede e per cui già da ora chiedo la collaborazione dei parlamentari  dei territori interessati. Dobbiamo poter rappresentare le nostre istanze direttamente al Vice Premier Luigi Di Maio”.

A Campione d’Italia una comunità rischia di scomparire

E da questo punto di vista non si può dare torto al presidente di Federgioco, guardando quello che sta accadendo a Campione d’Italia. Con la sentenza di fallimento e la conseguente chiusura della casa da gioco, l’intera comunità è in lotta per riavere il proprio unico mezzo di sostentamento. Proprio nella giornata di martedì 7 agosto i dipendenti della casa da gioco e i cittadini sono scesi in piazza a manifestare.

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