Festa del Gatto i primi vostri scatti

Ecco i mici di Sofia Guanziroli, Alessia Meroni, Brunella Galimberti e Sonia Monti. E i ritratti di Lana e Birba, di Valeria Borghi, due sorelle di 7 anni. Poi c’è Rebecca con Pelé. Si sono aggiunti alla compagnia anche Rufus e il vivacissimo Jeremy di 17 mesi di Luisella Meda. Arrivano anche gli auguri a Luna da parte di Inge Vielhube. Scoprite tutti i nostri amici felici!

 

Secondo quanto indica Wikipedia e altre notizie pescate qua e là in rete, la festa del gatto venne introdotta in Italia nel 1990 da un referendum proposto ai lettori della rivista “Tuttogatto”.

La giornalista ideatrice dell’iniziativa, Claudia Angeletti, chiese appunto ai lettori di indicare il giorno più consono da dedicare alla festa dei mici, venne fatto un sondaggio e la risposta scelta fu appunto il 17 di Febbraio.

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Oggi è la Festa di sua maestà il Gatto. Mandateci le foto del vostro felino

Le motivazioni che hanno portato a questa scelta sono piuttosto singolari e bizzarre.

Il gatto, per antonomasia è simbolo di libertà, anticonformismo, indipendenza, intuito e queste caratteristiche, dal punto di vista zodiacale sono legate al segno dell’acquario, ecco quindi la scelta di collocare la festività nel mese di febbraio. Tra i detti popolari, il mese di febbraio viene indicato come “mese dei gatti e delle streghe” collegando i nostri felini alla magia…

Le chat di Baudelaire

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Per ispirarvi vi lasciamo con questa poesia di Baudelaire, amante dei gatti. E come altrimenti?

“Gli amatori ferventi e i saggi luminari
amano, a grado a grado che l’età loro avanza,
i gatti forti e morbidi, orgoglio della stanza,
com’essi freddolosi, e pigri, e sedentari.

Amanti di lussurie, di calma e di saggezza,
ricercano il silenzio, l’ombra e i suoi misteri;
l’Ade ne avrebbe fatto dei funebri corrieri,
se potessero flettere l’indomita fierezza.

Meditabondi, assumono le pose statuarie
delle sfingi accosciate in fondo a solitarie
lande, come in un sogno che fine mai non abbia;

sprizzano dalle reni magnetiche scintille:
e grani d’oro, simili a finissima sabbia,
vagamente gli stellano le mistiche pupille”.