Il giorno dopo le rivelazioni della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile di Milano sulle finte cooperative, le fatture false, le connivenze con la ‘ndrangheta e le turbative d’asta a Como, la Cgil commenta la situazione.

Finte cooperative nel Comasco: il commento della Cgil

“La cronaca giudiziaria di questi giorni palesa uno scenario inquietante nel comasco. Un pezzo dell’economia del territorio è coinvolta in inchieste su evasione fiscale e smaltimento illecito di rifiuti: le ricadute più gravose cadono sulle spalle dei lavoratori, l’anello debole di questa catena, vittime inconsapevoli di operazioni imprenditoriali illecite, contributi non versati e condizioni occupazionali precarie” commenta la sigla sindacale.

“Emblematica l’ultima inchiesta riguardante la creazione di false cooperative, con lo scopo di godere di regimi fiscali e normativi più vantaggiosi per poi pilotarne i fallimenti e abbandonare i lavoratori al proprio destino. Restiamo sgomenti nell’apprendere che dietro al sottrarsi fraudolentemente al pagamento delle imposte, la bancarotta e il falso in bilancio, ci siano professionisti noti della città, tra cui anche nominati nelle società partecipate del Comune” prosegue la nota stampa.

“Il Comune si costituisca parte civile”

“A questo proposito, non si è ancora letta una dichiarazione netta da parte del sindaco e una presa di posizione chiara della giunta. La vicenda peraltro, chiama in causa in maniera diretta palazzo Cernezzi: circa la vicenda della turbativa d’asta per il lido di Villa Olmo, chiediamo che il Comune si costituisca parte civile. Serve un segnale concreto” chiede a gran voce la Cgil.

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E ancora: “Proprio pochi giorni fa, in un’iniziativa con il procuratore antimafia, dottoressa Dolci, si raccontava di Como come la seconda provincia per densità mafiosa. Un territorio, quindi, particolarmente contaminato, che al momento non vede una necessaria reazione della politica e, al contempo, registra un’acquiescenza della società verso un pericolo sempre più palpabile”.

Quindi la Cgil conclude: “Non vogliamo e non possiamo correre il rischio di apparire indulgenti rispetto a questo scenario e alla gravità degli eventi. Riteniamo sia interesse di tutte le parti sociali e della Politica alzare insieme il livello di allerta. Servono maggiori controlli, serve una revisione delle norme che regolano la costituzione di nuove cooperative, rafforzando le misure di controllo a monte e in itinere”.

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