L’Associazione Cittadini Benemeriti di Cantù, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne, oggi, sabato 25 novembre, ha organizzato un convegno dal titolo: “Cantù contro la violenza sulle Donne”. Presenti all’evento anche l’assessore allo Sport di Cantù Sofia Guanziroli, l’assessore alla Politica e l’ambiente di Cantù, Alice Galbiati ed Elena Negretti, assessore con delega alle Pari opportunità di Como.

L’evento contro la violenza sulle donne

Manuela Donghi ha presentato il convegno e ha esordito spiegando: “Voglio ricordare un dato. Solo quest’anno ci sono stati quasi 120 femminicidi. Stiamo parlando di un numero in aumento rispetto l’anno scorso”.

La testimonianza di Serafino Strano

Nel corso della mattinata c’è stato anche un collegamento telefonico con la dottoressa Serafina Strano. Due mesi fa un paziente la sequestrò e la violentò nella guardia medica di Trecastagni (Catania). Ora il terrore si è tramutato in rabbia. Quell’episodio di violenza è infatti stato declassata come “infortunio sul lavoro”. “Sono ottimista, la mia lotta continua. Spero di farcela e di avere giustizia” ha spiegato ai canturini.

L’intervento dell’associazione cittadini benemeriti

Sul palco, a fare gli onori di casa, il professor Mario Marelli, benemerito Cantù: “La nostra associazione ha voluto far parte di questa inziziativa con interesse e commozione. Spesso restiamo sgomenti per quello che succede. Nei confronti del signor Gambirasio esprimiamo cordoglio per quanto caduto e per l’immenso, e senza fine, dolore della sua famiglia”.

Dal Consiglio dei Ministri

Paola Bianchi, Dipartimento pari opportunità del Consiglio dei Ministri ha parlato anche del G7 che si è svolto a Taormina. “Si è ampliato il discorso sulla donna non trattando solo di violenza ma anche di lavoro e penalizzazioni in questo senso. Con orgoglio ha stretto la mano al papà di Yara. Le istituzioni devono farsi domande, tanto stiamo facendo ma tanto dobbiamo fare per continuare in maniera costante e prevenire questi casi di violenza”.

La senatrice

Anche Emanuela Baio Dossi ha presenziato all’evento. “Serve un cambio dal punto di vista culturale. Siamo diverse dagli uomini dal punto di vista fisico e psicologico, abbiamo attitudini e propensione diverse. Abbiamo però diritto a pari opportunità. Dobbiamo intervenire anche sulle comunità straniere in Italia e trovare con loro un dialogo. E’ importante che rispettino tutte le donne”.

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Daniela Maroni

Il consigliere segretario dell’ufficio di Presidenza di Regione Lombardia ha spiegato: “C’è bisogno di abbattere le barriere mentali. Personalmente cerco di dialogare anche con associazioni di altre etnie per risolvere i problemi. Facciamo rete: comuni, associazioni, regioni. Creiamo qualcosa da condividere. Bisogna partire dalla scuola e dai nostri ragazzi. La parola d’ordine deve essere il rispetto”.

La criminologa

“C’è una difficoltà a produrre un cambiamento, ce lo dicono i numeri sul femminicidio. Il femminicidio è solo punta dell’icerbeg, dietro c’è una componente di violenza domestica che troppo spesso non viene denunciata”. Queste le parole di Anna Maria Cozzi, criminologa Pedagogia Giuridica.

L’ex Velina: “Ho subito violenze in famiglia”

Vera Atyushkina ex Velina del programma “Striscia la notizia” ha raccontanto la sua esperienza di violenza in famiglia. Ha poi chiuso il suo intervento gridando: “Si puà stare nel mondo dello spettacolo senza darla a nessuno”.

La sportiva

Marta Pagnini, ex campionessa di ginnastica artistica, si è detta molto vicina alla famiglia di Yara e ha invitato i giovani a credere nei valori dello sport per imparere a rispettare ogni persona. “Come Yara ho praticato ginnastica ritmica. Provengo da un ambiente in cui l’uomo quasi non è ammesso. Resto convinta che la violenza provenga da un’insicurezza da parte dell’uomo. Invito tutte le donne a particare sport perché va fenir fuori la leonessa che c’è dentro di noi”.

L’intevento del papà di Yara

L’evento, che si è tenuto presso il Teatro San Teodoro, è stato organizzato in collaborazione con le Associazioni del Merletto e di alcuni artigiani del legno del territorio e con il patrocinio del Comune di Cantù. La famiglia di Yara ha fondato una onlus a lei intitolata “La Passione di Yara” che oggi è stata presentata proprio del papà della 13enne assassinata a Brembate.

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