Le Sentinelle in piedi di Como annunciano che i manifesti contro l’utero in affitto che hanno dato scalpore a Roma arriveranno a Como.

Manifesti contro l’utero in affitto: una veglia a Como

Lo scorso ottobre le associazioni Provita Onlus e Generazione famiglia hanno esposto dei grandi cartelloni nella città di Roma. Essi ritraevano coppie gay con dei carrelli della spesa all’interno dei quali vi erano dei neonati con dei codici a barre che piangevano disperati. Immagini che hanno indignato non poco una parte dei cittadini di Roma e del web dove in fretta la notizia ha fatto il giro dell’Italia.

Quei cartelli sono stati fatti rimuovere dal sindaco di Roma Virginia Raggi che ha anche multato le due associazioni per 20mila euro, 400 euro per ognuno dei 50 cartelloni esposti in città. Atto per il quale dalle due associazioni l’amministrazione capitolina avrebbe ricevuto una denuncia per il reato di abuso d’ufficio.

Oggi, mercoledì 7 novembre, l’associazione Sentinelle in piedi di Como annuncia che quei cartelloni sabato 17 novembre saranno esposti nel capoluogo comasco. Per l’esattezza in piazza Verdi dove l’associazione dalle 15.30 terrà una “veglia”. Le Sentinelle non sono nuove a manifestazioni di questo tipo. In aprile infatti erano state in piazza Volta per manifestare contro la legge sull’aborto. 

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“No alle ingiustizie nei confronti dei bambini”

“Anche le Sentinelle in piedi di Como intendono far sì che nella mentalità dei loro concittadini non si normalizzino le ingiustizie in Italia perpetrate nei confronti dei bambini, e incoraggiare i magistrati a seguire l’esempio del Procuratore Generale anche in altri comuni italiani che presentano le medesime illiceità. Per questo scendiamo in piazza – scrive in un comunicato stampa l’associazione che fa riferimento ad una nota delle due associazioni Provita e Generazione Famiglia – Esprimiamo la nostra soddisfazione per la posizione del Procuratore Generale rispetto alla sua chiara condanna della pratica dell’utero in affitto finalmente indicato come ‘contrario all’ordine pubblico’: questo dichiarano in una nota congiunta, appoggiando la richiesta del PG della Cassazione circa l’annullamento della sentenza della Corte d’Appello di Trento che aveva detto sì alla trascrizione del nome del sedicente secondo padre sull’atto di nascita di due bambini nati in Canada con la tecnica della gestazione per altri”.

Ecco i manifesti che hanno dato scalpore.

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