“Da sempre ci battiamo contro le paratie, riteniamo che abbiano penalizzato moltissimo la città e il lago e crediamo che questo nuovo progetto sia anche peggio sia per il suo effetto di devastazione ambientale che per il fatto che si tratta di un’opera grande, dannosa e inutile. Abbiamo già dato, abbiamo già pagato moltissimo. I cittadini sono già stati privati del lungolago per 10 anni e non vogliamo essere imbarcati in un’altra avventura di questo genere soprattutto perché non ce n’è bisogno. Sarà una nuova via Crucis per la nostra città”.

Sono le parole che la rappresentante dei Verdi comaschi, Elisabetta Patelli, ha rivolto tra le mura del centro storico della città oggi pomeriggio, sabato 23 febbraio. Gli Ambientalisti infatti si sono ritrovati a Porta Torre per manifestare in corteo contro il nuovo progetto paratie che ha appena ricevuto il benestare della Conferenza dei Servizi e che presto vedrà partire la gara d’appalto per i lavori.

I Verdi contro le paratie: “Serve la gestione integrata delle acque”

Circa una cinquantina i manifestanti che hanno percorso con le loro bandiere verdi e i cartelli con le scritte “Una barriera tra la città e il suo lago” e “Paratie… a chi servono?” le vie del centro per arrivare in piazza Cavour dove era stata indetta una conferenza stampa. Il tutto sotto lo sguardo attento dei turisti in città e dei comaschi intenti a fare shopping. Il termine paratie in un attimo ha fatto schizzare alle stelle l’attenzione dei presenti. Si tratta di una ferita troppo profonda nel cuore della città.

Quindi arrivati a ridosso del lungolago Elisabetta Patelli ha spiegato: “Questo progetto è una tragedia, è una spianata di cemento con una sopraelevazione tra i 70 e i 90 centimetri. Per vedere il lago dovremo salire su una passerella. E’ un crimine urbanistico e paesaggistico perché il bello del lago è vederlo, i comaschi hanno un rapporto di simbiosi con il lago. E una volta realizzata l’opera non si potrà più tornare indietro, al massimo ci diranno ‘scusate'”.

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Elisabetta Patelli in corteo

Quindi la richiesta dello stralcio dell’attuale progetto e di qualsiasi sopraelevata ma soprattutto la creazione di un governo integrato di bacino che permetta la gestione di tutte le concessioni  e imponga regole, limiti e proprietà di gestione nell’interesse pubblico. “Dal 2008, inizio del cantiere delle paratie, il lago è uscito due volte e senza drammi – ha incalzato Patelli – ma c’è bisogno di una gestione delle acque nell’interesse di tutti. Oggi il lago è in secca e si cominciano a vedere le prime conseguenze, eppure in Valtellina ci sono 500milioni di metri cubi di acqua (il doppio della capienza del lago) fermi a fare niente”.

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