Como sta per dire addio definitivamente al Battello Gelateria, storico locale galleggiante del lungolago, rimosso lo scorso febbraio per volere del Comune.

Battello Gelateria: il Comune spenderà 30mila euro per la demolizione

Sta per concludere il suo ultimo viaggio il Battello che per anni ha ospitato i turisti e i comaschi sul lungolago. Trasferito lo scorso febbraio al cantiere navale di Dervio, dopo anni di abbandono e imprigionato dal cantiere delle paratie dal 2008 che non permetteva ai proprietari di continuare a lavorare.

Quindi la notizia, con una pubblicazione sull’albo pretorio del Comune di Como, di un impegno di spesa da parte dell’Amministrazione per la demolizione del battello. 30mila e 500 euro per chiudere il prima possibile la faccenda. A distanza di nove mesi infatti la Navigazione Laghi, “vista la rinuncia della Ditta incaricata dalla Proprietà alla demolizione del natante, ha comunicato al Comune di Como l’impossibilità di consentire l’ormeggio del battello in argomento oltre la data del 30 novembre 2018 presso i propri cantieri di Dervio, a causa dell’inizio di importanti ed improcrastinabili interventi di manutenzione della flotta aziendale, invitando pertanto questo Comune, con la massima urgenza, a liberare il cantiere di Dervio dal battello in argomento”.

Una spesa che, in teoria, doveva essere in carico al proprietario. La determinazione del Settore Patrimonio del Comune di Como segnala invece che “l’Ufficio, come previsto dalle disposizioni normative in materia, ha più volte invitato e sollecitato la Ditta Bar Gelateria Il Battello a procedere, a propria cura e spese, alla rimozione del natante dal cantiere ove si trova depositato, che, ad oggi però, nonostante gli inviti ed i solleciti di cui sopra, la Ditta non ha provveduto a rimuovere il bene in parola ed il battello si trova ancora depositato presso i citati cantieri”.

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Quindi la decisione dell’Amministrazione di provvedere in autonomia, dopo dieci anni di battaglie legali con i proprietari. Un finale che certamente sarà l’ultimo boccone amaro di questa vicenda per il privato. Al momento della rimozione dal lungolago infatti la figlia del privato, Clelia Sangiorgio, commentava: “Chiaramente mio papà ora spera in una vendita, oltre che per avere un introito economico, seppur piccolo. Sarebbe per lui una piccola vittoria sapere che il battello esiste ancora, dopo 20 anni di lavoro e 10 di battaglie. Se invece non ci sarà proprio la possibilità l’unica alternativa è la demolizione”.

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