Un canto per papa Francesco. Un canto appianese per ammaliare Roma tutta. Sono stati tre giorni intensi, unici, emozionanti. Ricchi di incontri, voglia di esserci e farsi sentire. Il coro “La Rocca” si è trasferito nella Capitale da lunedì a mercoledì per una “gita” attesa dallo scorso ottobre. Con un unico obiettivo, incontrare il papa e assaporare una gioia unica.

Il coro La Rocca canta per il Santo padre a Roma

“Eravamo una cinquantina – racconta Giovanni Pellizzari, segretario dello storico sodalizio – Con noi c’erano anche famigliari e alcuni amici. I coristi, in totale, erano 22. L’idea è nata nel mese di settembre quando ho mandato una mail all’ufficio preposto della Santa Sede. A ottobre la risposta affermativa per poter partecipare all’udienza con il Pontefice”. Non solo, l’associazione appianese ha anche espresso il desiderio di cantare in San Pietro. Permesso accordato per la felicità di tutti. “Siamo arrivati a Roma lunedì e il giorno successivo lo abbiamo dedicato a visitare la città”. Ma vista la passione incontenibile per il canto, il coro “La Rocca” si è esibito all’esterno del Campidoglio e all’interno della basilica di Santa Maria in Aracoeli. “Davanti al Campidoglio abbiamo eseguito cinque canti della tradizione, mentre in chiesa quelli sacri”. E tanti sono stati i turisti che si sono fermati ad ascoltare gli appianesi, come sempre apprezzati. “Nel pomeriggio, verso le 17, abbiamo invece animato la messa in San Pietro, diretti dal nostro maestro Tito Lucchina: un’esperienza fantastica. E’ stata la prima volta per tutti e non so se si ripresenterà un’occasione simile. Ovviamente abbiamo inviato il nostro repertorio in anticipo: prima di ricevere l’assenso è stato vagliato”.

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Il momento più atteso è arrivato mercoledì alle 10 quando coristi, amici e familiari sono arrivati in piazza San Pietro per partecipare all’udienza con il papa. “C’erano tantissimi giovani provenienti sia dalla diocesi di Milano sia da quella di Torino. Non abbiamo potuto vederlo da vicino o parlargli ma è stato comunque un momento toccante. Al termine, dopo la benedizione, abbiamo cantato ancora: otto brani davanti a diverse persone fermatesi ad ascoltarci”. Poi il rientro a casa, carichi di sorrisi e certamente più ricchi.

Massimo Montorfano

(Giornale di Olgiate, sabato 27 aprile 2019)