Campeggia sulla home page del sito del Comune di Como: mancano 80 giorni all’arrivo sul lungolago del Giro di’Italia 2019. La data è quella di domenica 26 maggio. L’ufficialità era già stata data da tempo ma oggi, mercoledì 6 marzo, le istituzioni si sono riunite a Villa Olmo per presentare il maxi evento che con i suoi ciclisti invaderà Como.

Giro d’Italia 2019, Galli: “Lavoriamo affinché nulla venga lasciato al caso”

Nella più nota villa del lago di Como questa mattina erano presenti il sindaco di Como Mario Landriscina e gli assessori alla partita, Marco Galli (Sport) e Simona Rossotti (Turismo e Grandi Eventi). Proprio lei è stata la fautrice di questa occasione, che ha riportato la gara italiana più importante del mondo del ciclismo a Como dopo 32 anni. Con loro il direttore del Giro, Mauro Vegni, il vicequestore Eliseo Nicolì, il Sottosegretario regionale Fabrizio Turba, il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi e il vicepresidente provinciale Mirko Baruffini.

“Oggi provo davvero una grande emozione – ha esordito l’assessore allo Sport Marco Galli – Speriamo che il 26 maggio si possano vivere le stesse incredibili sensazioni di 32 anni. Da parte di tutti noi c’è un lavoro costante e quotidiano affinché quel giorno nulla venga lasciato al caso”. Quindi un grazie a tutti gli enti e le associazioni, sportive e non, che stanno sostenendo l’iniziativa.

Tra queste Fondazione Alessandro Volta per la quale il presidente Luca Levrini ha spiegato: “Vogliamo preparare territorio e cittadini a vivere al meglio questo grande evento e lo si potrà fare conoscendo verso cosa stiamo andando. Per questo la Fondazione organizzerà diversi incontri; entreremo nelle scuole medie per spiegare a circa 3mila studenti il valore del ciclismo, proporremo tre talk nel mese di maggio con le autorità del mondo dello sport, proporremo una manifestazione cinematografica al Gloria e con il Museo del Ghisallo e il Distretto urbano del commercio realizzeremo un allestimento sul tema”.

La tappa comasca

A spiegare il valore della tappa comasca del Giro, che vanta quattro stellette, è stato il direttore Vegni. “Sono i corridori a decidere quale tappa sarà decisiva per la loro gara ma i presupposti ci dicono che sarà importante. Era da tempo che ci veniva chiesto di vedere gli attori del Giro d’Italia sul percorso del Giro di Lombardia: non sarà identico ma in alcuni tratti i percorsi si sovrapporranno. E’ una tappa dura, non solo per il dislivello ma perché non ha respiro: i ciclisti dovranno affrontare la Madonna del Ghisallo, la colma di Sormano, poi il finale con il Civiglio e l’arrivo sul lungolago”. Certo, ad affrontare queste sfide scenderanno sull’asfalto i migliori, tra cui Vincenzo Nibali, Alejandro Valverde, Mikel Landa, Tom Dumoulin.

Un evento sportivo per portare Como nel mondo

L’intento di portare il Giro a Como è sempre stato quello di dare visibilità alla città. E l’assessore al Turismo Rossotti lo spiega: “Siamo qui oggi per presentare un evento di turismo: 180 Paesi del mondo avranno la possibilità di vedere in diretta tv la bellezza di Como grazie a questa occasione. E’ un modo per far sì che la città si riprenda il proprio ruolo di capoluogo”.

Leggi anche:  Sanità comasca Orsenigo (PD): "Troppe criticità"

Il costo di questa iniziativa non è irrisorio, 200mila euro più Iva, ma Rossotti sottolinea: “E’ un prezzo che si ripaga anche solo guardando il numero di prenotazioni negli hotel per quel periodo nella provincia. Si tratta di un impatto territoriale, non si guarda al confine solo della città. Inoltre i ciclisti molto spesso vengono anche prima a conoscere la tappa e speriamo tornino anche dopo perché hanno trovato un luogo adatto ad allenarsi. E il ciclista è un turista di fascia medio-alta che porta con sé la famiglia”. Insomma si guarda all’indotto a lungo termine. Perentorio sul tema costi l’assessore Galli: “Le cose straordinarie hanno un valore straordinario”.

Marco Galli, Simona Rossotti, Mario Landriscina

La soddisfazione delle istituzioni

Soddisfatti dell’arrivo del Giro d’Italia a Como i rappresentanti regionali. “Si deve un grazie a Simona Rossotti, motore iniziale di questo grande evento. E’ una grande opportunità, una vetrina per il nostro territorio che ha tanto da offrire” ha commentato il Sottosegretario Turba – Un evento che è sulla stessa linea della candidatura di Milano alle Olimpiadi invernali sulla quale sta lavorando Regione Lombardia”.

Fabrizio Turba e Alessandro Fermi

Dello stesso avviso il presidente Fermi che ha spiegato: “Oggi è una bella giornata per Como, che aspettavamo da 32 anni e di cui dobbiamo essere orgogliosi. Lo dico da presidente del Consiglio regionale ma da soprattutto da comasco. Grazie quindi a chi ha contributo fino adesso e a chi continuerà da qui in poi per renderlo possibile. Como è ciclismo e chi va contro l’arrivo della tappa in città non ha capito nulla, va contro gli interessi di Como. Ritengo che il Giro d’Italia sia il giusto riconoscimento per una provincia che ha sempre creduto in questo sport. Gli occhi saranno puntati su questa città da mezzo mondo, vale l’impegno economico”.

Mirko Baruffini

E infine un rilancio a fare sempre meglio dal vicepresidente provinciale Baruffini. “I complimenti vanno al sindaco e agli assessori per aver creduto e portato in città una manifestazione che interesserà diversi comuni del nostro territorio. E’ un’occasione per fare squadra, cosa che poco spesso si fa a Como. Giro di Lombardia, Giro d’Italia: perché non pensare ai Mondiali di ciclismo per il futuro?”.

TORNA ALLA HOME E GUARDA TUTTE LE ALTRE NOTIZIE IN MENU