Notizia degli ultimi giorni è la volontà dell’attuale Segretario Generale del Comune di Como, Andrea Fiorella, di andarsene dal capoluogo lariano. Una decisione che arriva all’improvviso, a un anno e mezzo dal suo insediamento a Palazzo Cernezzi. E il problema sembrerebbe sia proprio il malfunzionamento del Comune, una situazione tale da averlo spinto a volersene andare. A questa notizia è arrivata in redazione una lettera aperta al prossimo Segretario Generale della UIL Funzione Pubblica del Lario a firma del Segretario generale Vincenzo Falanga.

Il Segretario Generale se ne va: lettera aperta della Uil al suo successore

Egregio prossimo Segretario Generale del Comune di Como,
abbiamo atteso qualche giorno prima di lasciarci andare a qualche considerazione dovute dalle notizie apparse a mezzo stampa lo scorso 2 dicembre e pertanto con questa breve nota, desideriamo rappresentarLe le nostre considerazioni sul come poter migliorare le condizioni del nostro maltrattatissimo Comune di Como.

Vogliamo rappresentarLe, forse la realtà meno importante ma probabilmente più semplice da poter riportare direttamente, una realtà quella sindacale che da sempre si è assunta con responsabilità il peso di affrontare tutte le questioni che hanno interessato il personale e le ricadute delle mancate scelte delle diverse Amministrazioni di questo Comune.

Abbiamo fin dal mandato Lucini (ma anche prima non ci siamo sottratti), chiesto ai diversi Segretari Comunali la necessità di intervenire concretamente sulla gestione delle politiche del personale poiché le scure di questi anni hanno portato ad una drastica riduzione dei dipendenti in tutti i servizi dell’Ente con evidenti difficoltà nell’erogazione delle attività e dei servizi comunali.

Abbiamo a questo proposito chiesto di intervenire su quei settori più esposti all’impatto mediatico e con l’utenza come ad es.. la Polizia Locale, il Servizio di Refezione Scolastica, i Servizi Demografici, i Servizi Cimiteriali, le attività Educative e di Assistenza Sociale, tutti ambiti interessati in questi anni da episodi di diversa entità e volte anche con gravità.

Per il senso di responsabilità che ha contraddistinto la delegazione sindacale, ci siamo sottoposti ad interminabili tavoli “tecnici” dove ogni volta si ripartiva dalla radice del singolo problema senza mai abbozzare concretamente a delle soluzioni anche minimali. La nostra sensazione è stata quella che, tra le diverse sfaccettature, peculiarità e diversità del Comune di Como, sia mancato il “collante” tra tutti coloro che sono deputati ad assumere le decisioni finali. Dobbiamo ammettere che nell’ultimo periodo è mancato un coordinamento tecnico – giuridico, alla cui latenza ha cercato di sopperire, l’Assessora al Personale, la quale anche in più di una occasione si è assunta responsabilità operative al di là del proprio ruolo.

In questa fase storica che sta attraversando il nostro Ente, siamo consapevoli che ci sia molto lavoro “arretrato” dovuto ad una molteplicità di fattori che non possiamo ricondurre alla sola “paura” di assumersi responsabilità, 10 anni di blocco totale delle assunzioni aggiunto alle scelte personali di cambiare ambiente lavorativo in conseguenza delle vicende giudiziarie, sono a nostro avviso ulteriori fattori di valutazione rispetto a quanto dichiarato dal Segretario generale pro-tempore il 2.12.2018.

Siamo convinti che il Comune di Como, abbia delle potenzialità importanti da tutti i punti di vista, pertanto, occorre pensare a “rimettere” in moto un motore che sembrava aver riavviato il proprio meccanismo ad inizio di questa legislatura. Non possiamo più permetterci di affrontare superficialmente i problemi e non possiamo più correre il rischio di restare fermi, perché così facendo danneggiamo il
personale e i Cittadini tutti.

La “macchina comunale” ha bisogno di una “guida” che sappia dare il giusto input “motivazionale” ma che sappia indirizzare sul giusto binario i Settori Comunali, cercando di ottimizzare e semplificare l’apparato burocratico, anche allo scopo di ottimizzare i processi lavorativi e le risorse umane impiegate. A tutto ciò è comunque necessario ripristinare un “clima lavorativo” più sereno e che sia capace di “valorizzare” il capitale umano.

Abbiamo tutti bisogno di risposte anche di quelle che magari per noi sono un po’ scomode, ma che siano certe e definitive rispetto alla risoluzione di problematiche. Se nel corso del Suo operato emergeranno tali attitudini e modalità di gestione crediamo fermamente che la situazione possa migliorare e il motore possa ripartire. Insomma, dicono che “il Comune di Como non funzioni più” noi siamo convinti che il Comune abbia bisogno “di qualcuno che lo faccia funzionare e che abbia tanto coraggio”.

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