Inter in ritiro al Centro sportivo Suning in memoria di Angelo Moratti.

Il raduno e il filtro per allenarsi in totale riservatezza

Da questa mattina la squadra di mister Spalletti è tornata al lavoro. A parte i nerazzurri ancora in gioco al mondiale e quelli freschi di eliminazione in Russia, i calciatori  – compreso i nuovi acquisti, in particolare l’ex romanista Radja Nainggolan – hanno inaugurato la nuova stagione. Tutt’intorno al quartier generale interista, massima riservatezza. Dispiegamento di Forze dell’ordine, Polizia locale e anche degli uomini della Protezione civile e solidarietà Onlus per garantire una viabilità il più ordinata possibile. Tutto questo per far fronte alla possibilità che nei giorni di ritiro ad Appiano arrivino parecchi tifosi. Strada transennata, indicazioni chiare per i percorsi obbligati. In mattinata, però, presente solo uno sparuto gruppo di sostenitori.

Da Pescara, da Fano e dalla Valtellina per l’Inter

Una famiglia abruzzese ha presidiato l’ingresso del Centro sportivo in attesa di poter salutare i propri beniamini e – perché no – sperare di poter intravvedere qualche scampolo di allenamento. Ma la visibilità dall’esterno è praticamente resa impossibile dai pannelli allestiti per garantire riservatezza alle sedute della preparazione atletica e tattica. Malgrado tutto, però, c’è chi si è sobbarcato lunghe trasferte pur di accarezzare il sogno di vedere da vicino i campioni preferiti. Dunque parola ai tifosi.  “Noi arriviamo da Pescara, non eravamo mai stati alla Pinetina (i tifosi chiamano ancora così il quartier generale dell’Inter, Ndr)”,  racconta Giuseppe Bocchino, 51 anni. E’ affiancato dalla moglie Angela e dai figli Jacopo e Luca. “Abbiamo visto l’arrivo di alcuni calciatori: D’Ambrosio, De Vrij, Dalbert e Lautaro Martinez”. Maurizio Biondi, 62 anni, è sceso dalla Valtellina, precisamente da Mantello (Sondrio). “Sono abituato a frequentare la Pinetina e sapevo di come tutto fosse stato organizzato per lasciare tranquilla la squadra. Non pensavo, però, a una cosa del genere”.

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Cosa indigesta a Matteo Tommassoni, 30 anni, giunto ad Appiano appositamente da Fano. Trasferta di 420 chilometri. “Ho preso una settimana di ferie, sto in un b&b nella zona del Monte Sinai”, dice, avvicinandosi al taccuino con occhiali da sole, maglia nerazzurra e tatuaggi altrettanto interisti. “Qui hanno blindato tutto ma io resto. Vediamo cosa succede. Ho preso una settimana di vacanza dal lavoro, magari qualcosa si riuscirà a vedere. Certamente non mi piace un calcio blindato ai tifosi. Così sembra una guerra… I miei giocatori preferiti? Attualmente Skriniar, in generale Cambiasso, Materazzi ed Eto’o”.