“Mi chiamo Khrystyna Gryshko e sono nata nel 1992 a Pidluzhzhya, un piccolo villaggio ucraino. Mia madre è emigrata in Italia quando avevo soli 9 anni. Fu allora che iniziai a scrivere le mie prime poesie che periodicamente le spedivo assieme a qualche lettera”. Inizia a presentarsi così la giovane scrittrice comasca raccontando l’amore per la sua passione ma anche la sua lotta, e poi la vittoria, sul bullismo negli anni della scuola.

Khrystyna dall’Ucraina a Como, inseguendo la sua passione per la scrittura

“Ho spedito anche alcune mie fiabe dell’epoca ad un settimanale per i bambini chiamato “Kazkovej Vechir” che le ha pubblicate in una delle sue edizioni. Sono stata cresciuta dai nonni assieme a mia cugina in una casa praticamente priva di libri e in mezzo alla povertà che l’Occidente ha perduto da tempo. Nel mio villaggio c’era solo un telefono da cui poter chiamare, non c’erano i lampioni, l’acqua si prendeva dai pozzi, le strade erano sterrate e la gente sopravviveva grazie alla coltivazione della terra. Noi compresi. Io amavo la pioggia e l’odore di quella terra. Mia terra ormai non più completamente mia. Sono stata forzatamente portata in Italia da mia madre all’età di 13 anni mentre ormai la vedevo come una sconosciuta e i rapporti si erano logorati. Non sono mai riuscita a perdonarle di aver perso, o forse buttato, i miei manoscritti”.

“Sono stata vittima di bullismo”

“A 13 anni sono stata vittima preferita dei bulli e razzisti. Uno di loro ha strappato persino un mio manuale della grammatica italiana dicendo che tanto non avrei mai imparato e che non sarei mai stata come loro. Beh, ha avuto ragione in parte. Non sono mai diventata come lui e ne vado fiera. Per quanto riguarda la lingua, invece, devo dire che l’ho imparata abbastanza in fretta. A soli 16 anni ho finito il mio primo romanzo per bambini e adolescenti chiamato “EREA” che ora è in commercio. A 17 anni invece ho iniziato a scrivere letteratura impegnativa, “Bucaneve calpestato”, ambientato durante la guerra in Cecenia. L’ho terminato a 18 anni a mano non avendo avuto un computer. Ho trascritto tutto durante l’estate successiva alla mia maturità in Ragioneria. Ho proseguito il mio percorso di studi e mi sono laureata in Economia e Management alla Bocconi di Milano, città di cui non mi sono innamorata ma che sicuramente offre più sbocchi lavorativi
Sempre durante gli anni universitari scrissi “Benvenuti a Neverland”, un romanzo psicologico”.

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La passione per la poesia

“Ciò che più mi stimola, però, sono le poesie. Mi stimolano perché sento che stanno morendo. In Italia secondo le recenti stime si contano più poeti che lettori di poesia. Ciò può significare una cosa sola: pesino i poeti non la leggono. Mi resta da dire: “Che vergogna!” Sin dall’età di 9 anni non ho mai smesso di scrivere poesie e a leggerla qua e là. Il mio prossimo progetto è proprio una raccolta poetica. Non affatto infantile, ci tengo a precisare. L’editore con cui sto collaborando su progetto si chiama Stefano Mecenate della DreamBooks. Mi considero una scrittrice poliedrica e pertanto nei miei progetti futuri rientrano pubblicazioni di svariate raccolte oltreché altri romanzi attualmente in via di sviluppo. Il progetto più ambizioso su cui sto lavorando è la realizzazione di una mia sceneggiatura cinematografica tratta dal mio stesso romanzo “Benvenuti a Neverland”. Non mi limito ad un solo genere e adoro sperimentare in vari campi artistici, in quello che, secondo me, è la mia vera vocazione”.