Ieri, a Como, è stato presentato il bilancio di missione dell’associazione “La nostra famiglia”.

“La nostra famiglia”, un trend positivo

L’associazione dal 1946 si dedica alla cura e alla riabilitazione dei bambini e dei ragazzi con disabilità ed è considerata una delle più qualificate realtà italiane nel campo della riabilitazione e della ricerca scientifica.

Ieri mattina, a Villa Gallia, sono stati presentati i principali contenuti e risultati del bilancio di missione de “La nostra famiglia”, riferito alle attività svolte nel 2016. Nelle 28 sedi presenti in Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Puglia e Campania, nell’ultimo anno sono stati accolti 35.080 bambini e ragazzi, sia con quadri patologici di estrema gravità, come gli stati vegetativi e le pluriminorazioni, sia con situazioni meno gravi, a rischio psicopatologico o di svantaggio sociale.

La ricerca

Per quanto riguarda la ricerca, questa è affidata all’IRCCS “Eugenio Medea”, sezione scientifica dell’Associazione, ed è finalizzata alla diagnosi di patologie rare e complesse, alla sperimentazione di nuovi protocolli di intervento riabilitativo e all’innovazione tecnologica in campo bioingegneristico. Molti operatori impegnati nei servizi come terapisti della riabilitazione, insegnanti specializzati, educatori professionali, assistenti sociali devono la loro formazione a La Nostra Famiglia.

I donatori

Si conferma l’attenzione dei donatori (fondazioni, aziende, cittadini) nei confronti delle attività e dei progetti dell’Associazione. Ne sono una testimonianza i 22.089 contribuenti che hanno destinato a La Nostra Famiglia il loro 5×1000, confermando una crescita delle scelte. “A chi ci sostiene va il nostro grazie e il nostro impegno: attraverso il Bilancio di Missione vogliamo rendere conto di una gestione efficace e trasparente delle loro risorse”, commenta il Responsabile della Comunicazione Giovanni Barbesino.

Le parole del presidente

“Al di là dei numeri, che comunque sono incoraggianti e ci spronano a continuare con il nostro lavoro, quello che più ci sta a cuore è la nostra missione, vale a dire il benessere di ciascun bambino e ragazzo e della sua famiglia, l’accoglienza e il rispetto della vita, la cultura della solidarietà che si esprime nelle sue declinazioni sociali e spirituali, l’attenzione per la persona in un servizio che è espressione di carità”, sottolinea la presidente Luisa Minoli. “Per questo ritengo importante sottolineare alcuni dati emersi dai questionari di customer satisfaction: più del 95% dei nostri utenti e dei loro famigliari sono soddisfatti dell’accoglienza e dell’ascolto ricevuti e il 68% delle famiglie pensano che il percorso di cura del loro bambino sia motivo di riflessione e approfondimento dei valori umani e spirituali”.

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L’esperienza

Toccante, a questo proposito, l’esperienza di una mamma: “Le tre settimane in reparto da voi sono state un regalo che ci accompagnerà per sempre. Abbiamo iniziato a guarire e a poter stare con Giada come si sta con tutti i bambini che stanno bene. Dopo mesi in ospedale, in una stanza a guardare monitor, abbiamo potuto passare i nostri giorni guardando Giada, passeggiando per i corridoi illuminati dal sole della vostra magnifica struttura, abbracciandola come avremmo voluto fare dal primo momento in cui si è ammalata. Avete accolto il nostro sogno di speranza e lo avete accudito”.