Centosettanta chilometri a piedi, in bicicletta e in barca intorno al lago di Como. Diciotto momenti di riflessione con letture, sketch teatrali, poesie, canzoni e testimonianze. Tre comuni che hanno offerto il patrocinio all’iniziativa. Sei parrocchie che hanno aiutato. Oltre venti associazioni che hanno organizzato e centinaia di partecipanti. Sono questi i numeri della Staffetta Solidale – Camminiamo per chi non può arrivare che si è tenuta lo scorso fine settimana.

Centosettanta chilometri per sentirsi umani

“L’idea folle è venuta a Massimo, attivista di #unmigliononcibasta – Mediterranea Saving Humans nel luglio di quest’anno, per difendere l’operato delle navi che salvano esseri umani nel nostro mar Mediterraneo e per allargare il sostegno verso il loro operato” spiegano quelli del Comitato Noi Tutti Migranti. “In poco più di due mesi molte associazioni dei due rami del lago si sono coordinate ed hanno organizzato la Staffetta Solidale – Camminiamo per chi non può arrivare”.  Non è stata – aggiungono gli organizzatori – una manifestazione contro qualcuno ma per qualcosa: quando un essere umano sta per annegare non esiste ragione per non tendergli la mano. L’umanità è un valore pre-politico, un sentimento che deve continuare a contraddistinguere le nostre comunità ed il nostro Paese”.

Staffetta solidale da Menaggio lungo il lago

La staffetta è partita, con un giubbetto di salvataggio arancione come testimone, venerdì alle 12.30 da Menaggio. La prima sosta è stata a San Siro, poi Dongo dove l’Anpi locale ha organizzato un momento insieme. Poi Gravedona e Sorico, dove il gruppo si è fermato per la notte, ospitato dalla parrocchia. Qui si è assistito ad uno spettacolo teatrale interamente organizzato da giovani migranti.

Sabato mattina la staffetta è ripartita verso Colico, dove si è tenuta una colazione offerta da Il Gabbiano con alcuni contributi musicali ad opera di Restiamo Umani. Si è toccato quindi Dervio e poi Bellano, dove le parrocchie hanno offerto degli spuntini. I ragazzi della parrocchia di Dervio hanno regalato a tutti i partecipanti una barchetta di carta con scritto “Chi salva una vita salva il mondo intero. Grazie per essere passato”.

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Toccate anche Dervio, Bellano, Lierna e Madello

Nel pomeriggio a Lierna e Mandello del Lario i gruppi consiliari di minoranza hanno accolto i camminanti, mentre ad Abbadia Lariana è stata l’Amministrazione comunale a preparare alcune letture a tema. La giornata si è conclusa a Lecco con un flash-mob organizzato da alcuni ragazzi delle scuole superiori e con il toccante contributo di Donatella Albini, dottoressa ginecologa e consigliere comunale a Brescia reduce da due settimane sulla Mare Jonio, che ha raccontato della sua esperienza su quella che è stata chiamata “la nave dei bambini” per la nutrita presenza di minori naufraghi a bordo.

Simboliche Coperte termiche all’arrivo

Domenica la staffetta è ripartita in bicicletta verso Bellagio. E’ passata da Lezzeno prima di giungere nella centralissima piazza Cavour di Como. È tornata poi verso Menaggio, passando per Cernobbio dove si è cantato con i “D’altro canto” e dove ha fatto un bell’intervento Paolo Limonta, consigliere comunale di Milano. Da Cernobbio a Tremezzo la marcia è proseguita utilizzano il traghetto di linea. La meta finale è stata raggiunta poi indossando simbolicamente le coperte termiche.

L’invito di papa Francesco

“Sono stati tre giorni intensi, ricchi di testimonianze, letture e riflessioni. Il giro de lago stato completato come prefissato, senza nessun incidente. Durante la giornata del migrante e del rifugiato appena trascorsa Papa Francesco ha invitato a ‘tornare umani’. Questo è stato il nostro modo di farlo” concludono quelli del Comitato Noi Tutti Migranti.