Nella giornata di ieri, 19 maggio, si è tenuto il convegno “Como città d’acqua”, organizzato dal circolo locale di Legambiente nel salone Bosisio della Fondazione Ca’ d’Industria. Tema dell’incontro l’importanza del monitoraggio della qualità dell’acqua e delle attività umane che incidono sul benessere del lago. Un lago di Como inquinato soprattutto a causa delle microplastiche.

Lago di Como inquinato

Al convegno hanno presenziato la presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto, la presidente del circolo Legambiente di Como Chiara Bedetti e il presidente di Ars Ambiente Giorgio Ghiringhelli. Il responsabile del Centro regionale laghi e monitoraggio biologico acque superficiali di Arpa Lombardia Pietro Genoni e il referente Laghi di Arpa Lombardia Fabio Buzzi hanno informato il pubblico sullo stato ecologico e chimico del lago di Como.

A seguire Roberta Bettinetti, del dipartimento di Scienze teoriche e applicate dell’Università dell’Insubria, ha presentato i risultati delle ricerche di inquinanti effettuati nelle acque del lago. Stefania Di Vito, responsabile scientifica di Goletta dei laghi, ha invece presentato la campagna itinerante di monitoraggio e informazione sullo stato di salute degli ecosistemi lacustri condotta ogni anno da Legambiente. Quindi ha esposto il problema crescente delle microplastiche presenti nei bacini italiani.

“L’intento è di avviare una riflessione di ampio respiro sul rapporto della città con il suo bene più prezioso: il lago, visto da diversi aspetti, analizzando quali sono i principali fattori inquinanti, come migliorare la qualità delle acque e la balneabilità del primo bacino. A partire dall’efficientamento del sistema fognario della città, evitando così possibili inquinamenti del lago con acque non trattate” ha spiegato la presidente Chiara Bedetti.

I dati sul lago di Como

Oltre alla qualità a livello biologico del lago, preoccupa anche l’inquinamento da microparticelle di plastica, come evidenziato dai rilievi effettuati dalla Goletta dei Laghi, che vedrà tornare l’equipaggio del Cigno Verde sul Lario nella prima settimana di luglio. Il lago di Como, infatti, presenta una densità media di 157mila particelle di microplastiche per chilometro quadrato, con un picco di oltre 500mila particelle nel secondo transetto collocato più a nord, in corrispondenza del restringimento tra Dervio (Lc) e Santa Maria Rezzonico (Co).

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Non solo il bacino, ma anche i fiumi emissari ed immissari sono stati presi in considerazione nello studio. Nel caso del Lario, nell’Adda sono state rilevate 0,26 particelle ogni metro cubo di acqua, con un incremento del 62% del numero di microplastiche a valle del depuratore.

Una app per segnalare i rifiuti abbandonati

Il convegno “Como città d’acqua” è stata anche l’occasione per lanciare un’applicazione per smartphone e tablet che consente di mappare le aree che si presentano degradate a causa dell’abbandono dei rifiuti, ideata da Ars Ambiente e TerrAria S.r.l.

“Si tratta di uno strumento molto utile messo a disposizione dei circoli di Legambiente in tutta la regione per segnalare i principali luoghi di abbandono rifiuti, potendo archiviare e georeferenziare le informazioni. La stessa verrà utilizzata durante le giornate di Puliamo il Mondo per raccogliere preziosi dati della pulizia dei luoghi – ha spiegato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Anche nei territori lacustri potrà essere un valido supporto per monitorare le spiagge, dove i cittadini segnalano ai nostri circoli situazioni di degrado e di rifiuti abbandonati”.

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