L’allarme cinghiali che flagella il territorio di Como-Lecco esce dai confini: l’autorevole quotidiano londinese  internazionale “The Guardian”, che ieri ha raccontato la manifestazione di Coldiretti in piazza Montecitorio a Roma, riporta le dichiarazioni di Alberto Pagani, imprenditore agricolo e sindaco di Binago, ieri tra i coltivatori lariani scesi nella capitale: “We have had this problem for years but now the situation is out of control,” riporta il quotidiano citando il primo cittadino. “They are free to move around as they wish. Boar don’t go into offices or factories, so the only ones penalised by this freedom are farmers.” (“Abbiamo avuto questo problema per anni, ma ora la situazione è fuori controllo”  ha detto Pagani, riferendo che i selvatici, liberi di muoversi come desiderano, non entrano in uffici o fabbriche e penalizzano quindi, in primis, la categoria degli agricoltori).

L’allarme cinghiali a Como-Lecco esce dai confini: ne parla il britannico “The Guardian”

“Non è raro che il territorio lariano faccia capolino sui quotidiani internazionali, dato che il nostro lago è tra le mete di riferimento per il turismo mondiale, ma mai prima d’ora se ne era parlato a proposito di un allarme che tocca molto da vicino i cittadini e l’agricoltura” commenta il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi“Ora attendiamo le soluzioni, per un problema che, dai campi invasi con un bollettino-danni sempre più preoccupante, si trasferisce anche sulle nostre strade e città, dove il rischio di incidenti provocati da questi animali è elevato, con rischi evidenti per gli automobilisti. Per questo è necessario, come ha ribadito Coldiretti,  un piano straordinario per garantire la sicurezza nelle città e nelle campagne”.

Come detto, Pagani, oltre a essere sindaco di Binago è imprenditore agricolo che ha vissuto (e vive) sulla propria pelle il problema della fauna selvatica: la sua azienda agricola ha subito danni per oltre 30 mila euro nell’ultimo biennio, con danni gravissimi per quanto riguarda le coltivazioni di mais, ma anche patate e prati stabili, con invasioni non più più circoscritte o localizzabili che, nel tempo, si sono invece trasformate in vere e proprie azioni di rivoltamento massiccio e diffuso.

Una problematica gravissima e comune all’intero comprensorio lariano: la gamma delle colture sotto attacco dei selvatici è amplissima, dal mais ai vigneti, ai piccoli frutti, fino alla devastazione dei muretti a secco secolari.

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Due milioni di esemplari in Italia

Negli ultimi dieci anni i cinghiali hanno raggiunto i due milioni di esemplari in Italia, con una proliferazione incontrollata e senza freni che nel nostro territorio è particolarmente evidente e sta mettendo a rischio anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali, distruggendo nidi di uccelli e tane degli altri animali, senza contare i rischi legati alla tenuta dei terreni danneggiati.

Piani per il contenimento dei cinghiali e della fauna selvatica

Nel corso della manifestazione di ieri, il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini ha illustrato ai rappresentanti del Governo e del Parlamento( di tutti gli schieramenti presenti) un pacchetto di misure da tradurre in un emendamento alla legge di Bilancio finalizzato a semplificare le norme che consentano alle regioni di mettere a punto piani per il contenimento dei cinghiali e della fauna selvatica.  La norma che assegna la competenza alle Regioni “è fondamentale per dare certezze alle imprese agricole e garantire il futuro agli agricoltori”.