L’appello ai giovani in occasione della Festa della Repubblica: con forza le parole del sindaco di Olgiate Comasco hanno messo l’accetto sul bisogno di una comunità in cui proprio le nuove generazioni recitino un ruolo da protagonisti.

L’appello: “Usate tutta la vostra intelligenza”

Simone Moretti, primo cittadino di Olgiate Comasco, non ha dubbi. La memoria dei sacrifici fatti dagli italiani che hanno dato vita alla Repubblica e l’esigenza, oggi, di appoggiarsi sempre più alla partecipazione attiva da parte dei giovani. Lo ha detto, esplicitamente, ieri sera, domenica 2 giugno, durante la cerimonia in cui, al Medioevo, sono stati omaggiati i neodiciottenni, con una copia della Costituzione italiana e una bandiera tricolore. “E’ un piacere avervi qui oggi a celebrare la Festa della Repubblica Italiana insieme a noi. 73 anni fa gli italiani sceglievano di rendere l’Italia una Repubblica. Infatti tra il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne il referendum con cui gli italiani, dopo 85 anni di monarchia, di cui 20 anni di dittatura sfociata in una guerra cruenta, scelsero di far diventare l’Italia una Repubblica costituzionale. Parteciparono al voto 24 milioni di italiani, uomini e donne, quasi il 90% degli aventi diritto, desiderosi di ricostruire una nuova Italia. Celebrando la festa della Repubblica ricordiamo anche quanti diedero la vita per raggiungere questo traguardo attraverso la Resistenza e quanti – in questi anni e a vario titolo – hanno pagato
con la vita la loro scelta di servire lo Stato. Oggi consegniamo ai ragazzi che nel 2019 compiono 18 anni una copia della Costituzione e della bandiera italiana e per l’occasione vorrei condividere con loro alcune riflessioni sul significato di
questa giornata. Inizio con un auspicio: che possiate usare tutta la vostra intelligenza e questi anni importanti che avete davanti, per raccogliere ogni cosa utile a costruirvi la vostra mappa personale di interpretazione del mondo. E quale modo migliore di iniziare questo percorso se non dai principi contenuti nella nostra Costituzione, che è una mappa che vi e ci deve guidare, ha guidato e ispirato i nostri padri e madri costituenti, donne e uomini e quegli italiani che 73 anni fa hanno dato per questi principi contenuti nella Costituzione le proprie vite”.

Il senso di appartenenza al Paese

“Quei principi che costituiscono una cornice vincolante, entro la quale tutti sono tenuti a muoversi, dai governanti al popolo, quindi da quel senso di appartenenza che ci accomuna come la nostra bandiera e le nostre istituzioni democratiche – ha continuato il sindaco – Entro quella cornice comune, è normale che ci siano differenti opinioni e che l’operato degli uomini e delle donne che sono chiamati a servire le istituzioni e a rappresentare i cittadini, siano oggetto di costante dibattito e giudizio. È il cuore della democrazia.
Se non saremo capaci, però, come italiani tutti, di salvaguardare ciò che ci unisce e non solo ciò che ci divide, in nessun modo potremo costruire per i nostri giovani e per i nostri figli, un futuro che sia all’altezza del loro migliore potenziale”.

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“Quanto vi interessa la Costituzione?”

Moretti si è rivolto direttamente agli adulti e ai ragazzi presenti. “Aggiungo una domanda: ma ai nostri giovani quanto interessa della Costituzione? E’ più facile ritenerli indifferenti, svogliati o superficiali o forse è più faticoso ascoltare veramente quello che ci vogliono dire? La verità, diciamocelo, è che gli adulti si sono sempre più o meno lamentati dei giovani… ma non è
che spesso vi diano dei gradi esempi. Ci sono adulti che mentono sapendo di mentire, politici che dicono una cosa e dopo qualche giorno dicono l’esatto contrario perché tanto nell’era dell’informazione veloce e sui social poi ci si dimentica tutto: questi adulti mancano di rispetto a voi giovani! Perché soprattutto a voi? Perché si assumono la responsabilità gravissima di abituarvi a credere che per fare le cose bisogna avere sempre un tornaconto, che chi si occupa di politica, della “ Cosa Pubblica” lo fa sempre con un secondo fine.
Quante volte rispetto al mondo della politica avete sentito dire o detto “tanto sono tutti così?”. Io continuo a credere, e l’esperienza di questi anni come sindaco me lo conferma ogni giorno, che noi adulti di voi giovani abbiamo bisogno come l’aria. Abbiamo bisogno che ci mettiate di fronte ai limiti e soprattutto ai compromessi a cui a volte scendiamo, tradendo quel dovere di cittadini di cui parlavamo prima. Il Dovere… ricorre spesso questa parola: ma allora perché tutti, giovani e meno giovani abbiamo il dovere di essere fedeli alla Repubblica e alla Costituzione? Provo a spiegarlo con le parole di Pietro Calamandrei in un discorso del 1955. “Nella Costituzione parlano Grandi voci lontane, grandi nomi lontani… Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, in Africa, per le strade di Milano e di Firenze, che hanno dato la vita perché Libertà e Giustizia potessero essere scritte su questa carta.” Tutte le grandi primavere, tutte le rinascite nel mondo hanno avuto per protagonisti i giovani, che sono sempre stati capaci di azioni coraggiose, di andare più in là, di riuscire a non fermarsi davanti ai “se” e ai “ma”. Per questo vi chiedo e vi chiediamo a gran voce di non farci mancare la vostra freschezza, il vostro coraggio, la vostra capacità di giudizio, la vostra capacità di critica anche feroce. Insistete con noi, non datevi per vinti, il mondo si può cambiare davvero, il mondo si deve cambiare davvero ma possiamo farlo, fidatevi, solo assieme a voi! Viva la Costituzione, viva la Repubblica, viva l’Italia”.