Prima una scuola, poi un centro migranti. La struttura di via Tibaldi a Tavernola è l’ulteriore esempio di uno stabile di proprietà comunale completamente abbandonato a se stesso, inutilizzato e alla mercé di disperati che cercano un riparo per la notte. Malgrado su quella struttura penda un contratto ventennale con la Prefettura e circa 700mila euro di finanziamenti dal Ministero dell’Interno e dal Comune per ristrutturarla. Tutto fermo, escluse le erbacce che crescono.

Via Tibaldi, la giungla cresce

Era il 2014, la struttura era già chiusa da circa tre anni e di fronte alla probabile riapertura grazie all’accordo tra Stato e Comune per la ristrutturazione e la destinazione a nuovo centro migranti, c’era chi sosteneva meglio chiuso che aperto come centro d’accoglienza. Una profezia divenuta realtà perché a oggi – Anno Domini 2019 – quello stabile è abbandonato e inutilizzato. Una situazione che però si ripercuote ormai da anni su Tavernola.

“Quel posto è una vera e propria giungla in mezzo al quartiere di Tavernola, è del tutto abbandonato, con i vetri rotti alle finestre dalle quali entrano disperati che hanno bisogno di un rifugio – spiega il consigliere comunale della lista Rapinese Sindaco Paolo Martinelli – Ed è ancora più grave che questa immagine triste e sciatta della nostra città sia di fianco a una scuola materna”.

Tema sul quale Martinelli a fine maggio 2019 ha chiesto lumi a Palazzo Cernezzi con un’interrogazione.

“Volevo (e voglio ancora sapere) perché l’ex scuola sia in totale stato di abbandono – aggiunge il consigliere tavernolese – Non ho ricevuto alcuna risposta scritta dalla giunta, che si è limitata nel mese di giugno a tagliare un po’ l’erba. Il problema però in quell’area sono le piante che crescono selvagge. Se non si tagliano adesso, i bambini della confinante materna trascorreranno un altro anno scolastico con quella giungla dove è stata segnalata da più cittadini la presenza di topi e bisce”.

L’area gioco esterna della materna Luca Mauri, confinante con l’ex centro migranti

Quindi Martinelli conclude: “So bene che sulla struttura c’è un contratto ventennale con la Prefettura ma in quello stabile dovrebbero esserci ambulatori o un centro anziani, non concordo sulla riapertura di un centro di accoglienza. Landriscina decida cosa fare”.

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