Sole, caldo e una estate che (fortunatamente) non ci ha ancora abbandonato. Ma il bel tempo che sta caratterizzando questo settembre, purtroppo, ha anche degli aspetti decisamente negativi, a partire da quelli sulla qualità dell’aria. Dopo un periodo “di buona”, sopra il nostro territorio è tornata a insistere una cappa di smog.

L’ultimo scampolo d’estate non fa bene alla qualità dell’aria: i dati

Al momento le polveri sottili, pm10 e pm2.5 sono ancora sotto controllo, ma a incidere negativamente è la quantità di ozono. I dati registrati infatti non sono positivi, si avvicinano infatti alla soglia di attenzione.

Como Centro: la stazione cittadina di Arpa rileva una qualità dell’aria scarsa a causa del pm2.5 in aumento. Questo valore infatti da venerdì è salito drasticamente fino a 28µg/m³. Ozono ha invece avuto un picco nella giornata di sabato toccando quota 143 µg/m³.

 

Cantù: Va meglio nella città del mobile dove l’aria resta di qualità accettabile. In questo il dato peggiore è quello relativo all’ozono. Da venerdì 13 infatti il valore è aumentato fino a toccare quota 157 µg/m³. 

Erba: Anche qui il dato sulla qualità dell’aria resta accettabile. Il valore peggiore anche in questo caso è quello relativo all’ozono che nel fine settimana per due giorni è salito oltre i 160 µg/m³.

L’inquinante

L’ozono (O3) è un inquinante secondario con caratteristiche particolari: non è emesso praticamente da alcuna sorgente ma si forma in atmosfera attraverso un insieme di reazioni che coinvolgono la radiazione solare, biossido d’azoto (NO2), ossigeno (O2) e composti organici volatili (COV). Anche per questo inquinante, il bacino padano risulta un territorio particolarmente sfavorito: le condizioni meteorologiche estive – con forte irraggiamento solare – e la limitata velocità del vento determinano spesso importanti accumuli dei precursori e, di conseguenza, la formazione di ozono, che raggiunge concentrazioni tra le più alte in Europa.

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Le fonti

Per quanto riguarda gli ossidi di azoto, la principale fonte in Lombardia è ancora una volta il trasporto su strada (54%), in particolare diesel, seguito dalla combustione industriale (17%) e dalle attività di produzione di energia elettrica. Anche i COV sono in parte di origine antropica, in relazione all’uso dei solventi e ai processi produttivi e ai trasporti. Vi sono poi le emissioni agricole e le non meno trascurabili emissioni naturali delle foreste, che rendono la lotta contro questo inquinante ancora più complessa.

Come andrà nei prossimi giorni?

Eccole previsioni di Arpa sul fronte inquinamento:

“Oggi e domani flusso nordoccidentale in quota, associato ad un’ampia depressione in transito a nord delle Alpi verso sudest: in Lombardia condizioni meteorologiche neutre o favorevoli alla dispersione delle poveri sottili per via dell’aumentata ventilazione e del buon soleggiamento diurno, ma ancora favorevoli alla produzione ed all’accumulo di inquinanti secondari. Da mercoledì ingresso da est della massa d’aria più fresca in discesa verso i Balcani: dalle ore centrali sostenuta e a tratti forte ventilazione dai quadranti orientali su tutta la pianura e progressivo calo delle temperature, più sensibile nella giornata di giovedì. Dalla mattina di mercoledì passaggio a condizioni ovunque favorevoli alla dispersione, che si manterranno per buona parte della giornata di giovedì”.

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