Interviene anche l’Ordine delle Professioni infermieristiche di Como e parla per le due situazioni di Mariano Comense, degli appartamenti abusivamente adibiti a case per anziani, di Caporalato sanitario.

“In riferimento alle notizie dagli Organi di Stampa nei giorni 24/03/19 e 25/03/19, relativamente alle indagini
coordinate dal Nucleo Comando dell’Ispettorato del Lavoro di Como e dal Nucleo Antisofisticazione, emerge purtroppo un ulteriore episodio che ha portato le Forze dell’Ordine a porre sotto sequestro strutture residenziali palesemente inadeguate, logisticamente non abilitate ed oltremodo abusive per svariate ragioni, coordinate da gestori per i quali è stato disposto l’arresto immediato”.

Mariano, Case abusive per anziani: “Caporalato sanitario”

“Nelle diverse sedi residenziali, appartamenti impropriamente adibiti a casa di cura improvvisate, emerge che vi
soggiornassero 29 ospiti anziani non autosufficienti, polipatologici e clinicamente complessi, tali da necessitare di cure ad assistenza qualificate e continue, evidentemente non assicurate. Tra le accuse rivolte ai responsabili, di pertinenza delle autorità preposte che operano sul caso, ricorre nuovamente l’esercizio abusivo di professioni sanitarie tra cui, evidentemente, quella infermieristica. Gli operatori reclutati per l’assistenza agli ospiti, infatti, non erano in possesso di alcuna qualifica, oltre che purtroppo non regolarmente contrattualizzati e retribuiti.

“Condizioni di mancata sicurezza ed elevato rischio per gli ospiti”

“Le condizioni di mancata sicurezza e elevato rischio a cui sono stati esposti gli ospiti, da parte di esercenti non
autorizzati, scaturiti dall’assenza di prudenza, e ulteriormente aggravati dalla presunzione di poter garantire una presa in carico di anziani complessi sotto il profilo clinico – assistenziale, in assenza di professionisti qualificati, sollevano un’importante preoccupazione dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Como, per il reiterarsi in un lasso temporale breve di un episodio analogo ai fatti di Pianello del Lario (CO). Sui quotidiani locali si parla di “caporalato sanitario”, definizione quanto mai vera di un fenomeno caratterizzato da gravità inaudita.

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“Abusivismo della professione”

“Occorre ribadire che gli Infermieri, rappresentati dagli Ordini provinciali e dalla Federazione Nazionale,
rifiutano intenzioni o agiti che ostacolino il rapporto di fiducia e professionalità garantito da colleghi qualificati,
adeguatamente preparati attraverso un percorso di studi universitario ed un esame di stato abilitante all’esercizio della professione infermieristica, con obbligo di iscrizione all’albo. Tale rapporto, al pari di cure e assistenza infermieristica necessarie e dovute, è stato sconsideratamente svilito tramite abusivismo della professione stessa, che l’Ordine, quale ente sussidiario dello Stato, contrasta e notifica alle autorità competenti”.

“Una trappola low-cost”

“La trappola low-cost ai danni della salute dei cittadini, attraverso la sopraffazione delle condizioni di
vulnerabilità di anziani e famiglie, deve richiamare l’attenzione dei molteplici attori del Sistema Sanitario, rispetto a
quali siano i bisogni emergenti della popolazione nel mutato contesto sanitario, al fine di individuare risposte adeguate attraverso l’ideazione di modelli assistenziali innovativi ed economicamente sostenibili per assistiti e famiglie. Manifestiamo solidarietà agli anziani coinvolti, prontamente trasferiti da ATS Insubria, dai Servizi Sociali e
dal Comune di Mariano Comense in strutture adeguate, e ringraziamo le Forze dell’Ordine per l’encomiabile lavoro svolto a quotidiana tutela della sicurezza della collettività” .