E’ ormai il gioco del momento. Le cosiddette “Escape room” sono gettonatissime dai ragazzi di tutte le età (anche da quelli ormai adulti, ma col cuore da bambino): si tratta in pratica d’esser chiusi dentro a una stanza dalla quale riuscire a uscire dopo aver risolto enigmi e sbloccato trabocchetti vari (in copertina, una tipica situazione).

Escape room non a norma

Si gioca in genere in gruppo, collaborando alla soluzione del “giallo” e c’è un conto alla rovescia, un tempo limitato entro il quale riuscire a vincere la sfida, i cui premi, ca va sans dire, sono l’apertura della porta d’ingresso e la ritrovata “libertà”. Ormai ne è spuntata una miriade, quasi in ogni città (fra le più grandi).

Ma si scopre ora che non tutte le Escape room escono col buco… La Procura di Milano, sabato scorso, ha disposto il sequestro preventivo di alcuni piani di edifici dismessi alla periferia della città che erano stati adibiti a un gioco horror per adulti chiamato “Dentro l’abisso“.

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Procura di Milano blocca tutto

Una sorta di “Escape room”, di fatto, anche se molto più ampia della classica stanza, che voleva nelle intenzioni mettere alla prova i partecipanti col classico (anzi mitologico) ostacolo del… labirinto. Peccato che la location non rispettava le più elementari norme anti-infortunistiche, così il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano ha decretato l’altolà.

E meno male, perché il battage era stato fatto alla grande, creando un evento di portata sovraregionale da centinaia di partecipanti. No sicurezza per giocatori e staff dell’organizzazione (più di una ventina di persone), no party: matematico. Difficile a dirsi se in futuro gli edifici abbandonati scelti come teatro del gioco potranno essere giudicati idonei o meno.

 

daniele.pirola@netweek.it