E’ terminata la prima parte del lavoro di “estrazione” e catalogazione delle monete d’oro di Como, ritrovate all’ex Teatro Cressoni.

Monete d’oro di Como

Arrivano le prime notizie certe sull’importante ritrovamento archeologico nella proprietà di via Diaz a Como. Lo scavo dei livelli del teatro ottocentesco e di quelli pertinenti al convento di Sant’Anna ha permesso di portare alla luce strutture riferibili all’età romana con una cronologia che copre un lungo periodo, dalla prima età imperiale fino al V secolo d.C. Quindi è stato terminato il microscavo all’interno del recipiente in pietra ollare che conteneva il ripostiglio.

Il lavoro è stato effettuato nei laboratori della Soprintendenza, segnando su appositi fotopiani la posizione di ogni singola moneta, preventivamente numerata. Il prelievo delle monete è stato effettuato con criterio stratigrafico in modo da consentire la ricostruzione delle pile presenti all’interno del contenitore. Contestualmente le monete sono state sottoposte a un primo intervento di pulitura con semplice acqua demineralizzata. Il microscavo del tesoro ha richiesto diversi giorni di attento e meticoloso lavoro.

Il ripostiglio è composto esattamente da 1000 solidi, monete d’oro del peso teorico di circa 4,5 grammi. “Si può confermare la datazione delle ultime emissioni al 472-474 d.C. e la presenza di pezzi a nome di Onorio, Arcadio, Teodosio, Valentiniano III, Maggioriano, Libio Severo, Antemio e Leone I. Oltre alle monete erano stati inseriti nel vaso alcuni oggetti in oro: un frammento di barretta, tre orecchini e tre anelli con castone – fanno sapere gli esperti che si stanno occupando del tesoretto – L’ingente quantitativo di monete e l’entità della somma sembrano confermare l’interpretazione già proposta come cassa pubblica nonostante la presenza dei monili”.

La presentazione completa nel 2019

Il complesso delle attività di studio e catalogazione si svilupperà, sotto la direzione da Grazia Facchinetti, esperta in numismatica della Soprintendenza, nei prossimi mesi con l’intenzione di pubblicare il ripostiglio entro il 2019.

Leggi anche:  Campione d'Italia arriva un contributo straordinario

Il Soprintendente Luca Rinaldi ha sottolineato: “Con la conclusione del microscavo è stata ultimata la prima tappa di un percorso che sarà necessariamente lungo per consentire una piena comprensione e valorizzazione del ripostiglio e del suo contesto. La Soprintendenza sta comunque lavorando su più fronti per consentire di presentare il tesoro al pubblico in tempi ragionevoli anche in collaborazione con il Comune di Como e il Museo Archeologico “Paolo Giovio”. Per quanto riguarda la prosecuzione delle indagini archeologiche in via Diaz la Soprintendenza continuerà la sua azione di tutela in modo da garantire la documentazione delle evidenze che sono state e saranno poste in luce e la loro conservazione al di sotto delle strutture in progetto”.

TORNA ALLA HOME E GUARDA TUTTE LE ALTRE NOTIZIE IN MENU