Morte Stephen Hawking. L’astrofisico scomparso rese famoso in passato il capoluogo della Brianza come riporta Giornaledimonza.it.

Morte Stephen Hawking e Monza

E’ anche grazie a lui se, in passato, Monza s’è ritagliata il suo “quarto d’ora di notorietà” in campo internazionale anche nel settore scientifico.

Se in una piccolissima parte passa anche “Dal big bang ai buchi neri” la fama della città di Teodolinda nel mondo, il merito è tutto di Stephen Hawking, il famoso astrofisico morto a 76 anni nelle scorse ore.

Il cosmologo famoso sia per le sue rivoluzionarie teorie che per la sua toccante storia personale (da molti anni paraplegico, affetto da Sla, è costretto a muoversi su una sedia a rotelle e ad esprimersi attraverso un complesso sistema di sensori connessi a un computer, mossi da impercettibili movimenti della guancia e degli occhi) in un suo libro, citò una volta «The goldfish of Monza», che in italiano possiamo tradurre come “Il pesce rosso di Monza”.

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Una metafora sulla complessità dell’universo

Una metafora affascinante ed evocativa utilizzata nell’opera “The Grand Design” proprio per provare a tradurre in termini semplici la complessità del nostro universo. Eccola: “Alcuni anni fa, il Consiglio comunale di Monza, in Italia, ha vietato ai proprietari di animali di tenere i pesciolini rossi in bocce curve… sostenendo che sia crudele tenere un pesce in una boccia con lati curvi perché, guardando fuori, il pesce avrebbe un visione distorta della realtà. Ma noi come facciamo a sapere che abbiano della realtà la visione vera, priva di distorsioni?”.

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