Moschea Cantù: dopo la sentenza del Tar Lombardia la polemica non si placa.

Parla Vincenzo Latorraca

Dopo le parole dell’onorevole Nicola Molteni, arriva oggi la replica dell’avvocato dell’associazione Assalam, Vincenzo Latorraca, sul caso della moschea di via Milano a Cantù: “Il provvedimento con cui l’Amministrazione intimava la consegna delle chiavi dell’immobile e la trascrizione nei registri immobiliari è stato annullato dal Tar che lo ha ritenuto illegittimo. La linea leghista è stata integralmente sconfessata. Il Tar sottolinea, a ragione, la contraddittoria condotta del Comune (con l’attuale maggioranza): “che dispone l’acquisizione di un bene, a fronte della sospensione del procedimento teso ad ottenere il permesso di costruire per cambio di destinazione d’uso senza opere”.

Si farà ricorso al Consiglio di Stato

Prosegue il legale: “Il provvedimento che resta è quello notificato dal Comune quando amministrava Lavori in Corso. Solo una precisazione per chi vuole comprendere la ragione su cui si basa la sentenza che lo ha confermato: il Tar ritiene applicabile al caso di Cantù l’art. 31 del testo unico dell’edilizia che dispone, nel caso in cui siano realizzate opere abusive, la loro acquisizione, decorso il termine di 90 giorni, ai fini della loro demolizione. A mio giudizio la norma non è applicabile perché il presunto cambio di destinazione è avvenuto senza opere e dunque non vi è nulla da demolire (i comportamenti, seppure ritenuti illegittimi, non possono essere “demoliti”). Al Consiglio di Stato la risposta definitiva”.