Multe non pagate dagli stranieri. “Se commetto una violazione del codice della strada vengo sanzionato con una multa. Se una macchina con targa straniera commette una violazione, nella maggior parte dei casi viene sanzionata ma non paga alcuna multa”. L’onorevole Alessio Butti insieme a Fratelli d’Italia ha depositato in Parlamento una proposta di legge per sanzionare “i furbetti” . Emblematico quello che succede proprio a Como con gli Svizzeri che troppo spesso “dimenticano” di pagare le multe, parliamo di circa 300mila euro persi ogni anno.

Multe non pagate dagli stranieri Fratelli d’Italia

Oggi Butti, nella sede di Fratelli d’Italia a Como, ha spiegato la proposta di legge. “Al momento c’è un vuoto normativo che intendiamo colmare con la nostra proposta di legge. Questa proposta di legge consentirebbe al Governo di incassare milioni di euro di sanzioni mai incassate con beneficio degli enti locali e dell’erario dello Stato. Il nostro obiettivo politico è fare in modo che questo provvedimento venga immediatamente adottato. E’ giustizia: se gli italiani pagano le sanzioni, devono farlo anche gli stranieri.  Tutto ciò succede anche a Como, in particolare con gli automobilisti svizzeri che non pagano le sanzioni” ha puntualizzato Butti.  Presenti alla conferenza anche Claudio Ghislanzoni, consigliere comunale a Erba e Stefano Molinari, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia.

Come succede?

Al momento il Codice della strada è efficace solo nei casi in cui la violazione venga contestata direttamente, quindi quando il trasgressore deve pagare la multa all’agente. Se non si paga immediatamente occorre versare una cauzione, pena il fermo amministrativo. Quando invece la violazione non è contestata immediatamente (tutor, autovelox etc) iniziano i problemi. In queste situazioni infatti la possibilità che il verbale venga pagato è affidata alla buona volontà del proprietario del veicolo: manca un sistema che consenta di individuare in automatico il mezzo. Eppure secondo uno studio della Commissione Europea è emerso che i guidatori stranieri, pur essendo il 5% del traffico europeo, sono responsabili del 15% delle infrazioni per eccesso di velocità.

La proposta di legge

Da qui l’idea di Fratelli d’Italia di estendere il fermo amministrativo sui veicoli immatricolati in uno Stato membro dell’Unione europea o aderente all’accordo sullo spazio economico europeo, dopo una comunicazione della violazione all’intestatario e in assenza di ricorso, quando la sanzione non viene pagata. Inoltre è prevista l’istituzione di una banca dati delle violazioni al Codice della Strada, consultabile da tutte le Forze di Polizia.

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Nel dettaglio

“Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, entro 120 giorni dall’accertamento, deve essere inoltrato al proprietario del veicolo, in conformità alle convenzioni in vigore con lo Stato di immatricolazione del veicolo, ed essere registrato in una banca dati, consultabile da tutte le Forze di Polizia.

Se il veicolo è immatricolato in uno Stato membro dell’Unione europea o aderente all’Accordo sullo spazio economico europeo, l’informativa delle violazioni dovrà essere inoltrata al proprietario del veicolo secondo le modalità di cui all’art. 5 della predetta direttiva. Se, nel termine di giorni 60 dalla comunicazione, il proprietario del veicolo non effettua il pagamento della somma dovuta a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria o non propone il ricorso, viene depositato il fermo amministrativo fino a quando non sia stato adempiuto il predetto onere. Il veicolo sottoposto a fermo amministrativo è affidato in custodia, a spese del responsabile della violazione, ad uno dei soggetti individuati ai sensi del comma 1 dell’articolo 214-bis”. Queste le modifiche proposte all’articolo 207 del decreto legislativo 30 aprile 1992 n.285.

E poi, l’articolo 2, sulla banca dati veicoli immatricolati all’estero o muniti di targa EE: “Presso il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, è istituita la banca dati nazionale unica delle violazioni delle disposizioni del presente codice da parte di veicoli immatricolati all’estero o muniti di targa EE”.