Mario Landriscina si difende e difende l’ordinanza attraverso la quale, domenica, i volontari non hanno potuto, come di consueto, consegnare le colazioni ai senzatetto che dormono sotto le colonne dell’ex chiesa di San Francesco a Como.

Il sindaco pronto alle dimissioni

“Se la città me lo chiedesse, mi alzerei subito e lascerei il posto. Non sono qui per fare carriera. Non passerò per il sindaco più cattivo d’Italia come non punterò il dito su nessuno degli agenti. Dovrei scaricare su di loro le responsabilità? Non lo farò. Nella mia vita non ho mai puntato il dito contro nessuno, ora mi sento un dito puntato addosso”.

La verità del sindaco

“L’episodio non c’entra con l’ordinanza. Erano solo semplici controlli. L’agente in questione non ha assolutamente vietato di distribuire i pasti e non c’è stata alcuna multa”.

“Vogliamo parlare con tutte le forze in campo”

“Ho l’ambizione di amministrare questa città parlando con tutte le forze in campo. Dopo il mio insediamento ho ricevuto tutte le associazioni di solidarietà sociale. Sono un uomo libero, anche libero di dire che non sono in grado di risolvere tutti i problemi. Non serve alzare il livello di scontro. Non posiamo ascolare solo chi grida di più, ma risolvere i problemi di tutto. Nessuno deve restare indietro. Se andiamo a stressare le situazioni, peggioriamo e aumentiamo le distanze”.

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TUTTE LE SUE PAROLE

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