Il 7 febbraio è una data importante per gli studenti, ma anche per i docenti e i genitori di tutto il pianeta: è infatti la Giornata mondiale contro il bullismo e cyberbullismo a scuola. Un problema sentito trasversalmente, contrastarlo purtroppo non è mai abbastanza, anche se la tecnologia per fortuna si evolve e a volte può venirci in aiuto, come per la nuova app “Senza paura”.

Giornata mondiale contro il bullismo

Tra le tante campagne, vi abbiamo proposto in apertura un bel contributo di FARE X BENE Onlus, per accendere i riflettori sull’importanza della prevenzione e della sensibilizzazione, nelle scuole ma non solo. L’associazione ha realizzato un cortometraggio ispirato alla tragica storia della studentessa novarese Carolina Picchio, con anche hashtag #maipiùunbancovuoto.

A scuola c’è anche il cyberbullismo

Il Ministero dell’Istruzione (Miur), per contrastare il fenomeno del cyberbullismo ha annunciato invece lo sviluppo di una nuova app per tablet e smartphone: si chiama “Senza paura – Liberi dal bullismo”. Nata inizialmente per prevenire la violenza sulle donne, ha però una sezione ad hoc dedicata alle studentesse e agli studenti di tutte le scuole secondarie di primo grado sul tema del bullismo e del cyberbullismo. L’applicazione, scaricabile gratuitamente, contiene anche una serie di quiz, giochi e di contenuti informativi.

Una legge ad hoc per contrastarlo

Ideato dalla senatrice Elena Ferrara, ex insegnante di Carolina Picchioil ddl sul cyberbullismo, è diventato legge nella primavera del 2017. Una battaglia partita da Novara. Tra le caratteristiche, la possibilità per il minore di chiedere direttamente al gestore del sito l’oscuramento o la rimozione della “cyber aggressione” e l’individuazione in ogni scuola, tra i prof, di un addetto al contrasto e alla prevenzione del cyberbullismo, che potrà avvalersi della collaborazione delle forze di polizia.

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Baby gang a Como

Il 30 gennaio la Questura di Como ha reso nota una delicatissima operazione di Polizia (QUI I DETTAGLI).  Sono state emesse 17 misure cautelari dal Tribunale dei Minorenni di Milano nei confronti di 17 componenti di una baby gang che operava tra Como e la Provincia. I reati contestati sono: furto, rapina, danneggiamento, ricettazione, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Le attività sono state condotte dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri. Si tratta di giovanissimi di età compresa tra i 14 e 17  anni. Lunedì 4 febbraio nella Sala di Giunta del Comune di Como, su convocazione del vice sindaco Alessandra Locatelli e alla presenza dell’Assessore Angela Corengia, si è svolto il tavolo di confronto e ragionamento sulla situazione giovanile, anche in seguito alla vicenda.