Qualche giorno di bel tempo e caldo e subito si registra un incremento dello smog e il peggioramento della qualità dell’aria nel Comasco e non solo. La Lombardia ha in generale un dato mediocre con picchi estremamente negativi. Ecco gli ultimi dati sulla Provincia di Como.

Qualità dell’aria peggiora: l’ozono fa paura

A rendere noti dei dati allarmanti è stata l’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Nella giornata di domenica 17 giugno i tecnici hanno registrato il superamento della soglia di informazione dell’ozono (pari a 180 µg/m3  di concentrazione oraria) in diverse province lombarde. I valori massimi sono stati segnalati nella fascia prealpina a nord di Milano, sottovento alla città. In particolare, il valore massimo ieri è stato registrato nella stazione di Saronno Santuario con 191 µg/m3; 190 µg/m3 a Cantù, 186 µg/m3 a Meda, 182 e 191 µg/m3 rispettivamente a Calusco e a Erba. E la situazione non sembra migliorare; le previsioni meteorologiche dei prossimi giorni, che non annunciano piogge, fanno ritenere probabili ulteriori superamenti delle soglie.

La situazione comasca

I dati raccolti da Arpa segnalano quindi una situazione molto critica del Comasco. Due stazioni su tre hanno registrato infatti dati allarmanti. Maglie nere Cantù con i suoi 190 µg/m3 e Erba con 191 µg/m3. Leggermente migliore il dato registrato nella stazione di Como centro che domenica ha segnalato un 166 µg/m3. Con i dati negativi delle vicine Saronno e Meda, il territorio è sepolto sotto una coltre di smog.

Cos’ è l’ozono

L’ozono è un gas naturale che si forma normalmente nella stratosfera, lo strato dell’atmosfera terrestre che si estende dai 10-15 Km fino a 30 Km circa. La sua presenza qui risulta di fondamentale importanza per la vita sulla terra, in quanto fornisce un eccellente schermo in grado di filtrare le radiazioni ultraviolette (UV), potenzialmente cancerogene.

I gas inquinanti prodotti dall’uomo, tra i quali soprattutto il Freon (usato principalmente come propellente per le bombolette spray) e l’ossido di azoto (NO, prodotto dai motori degli aerei) si propagano nella stratosfera e favoriscono la diminuzione dell’ozono, portando ad un assottigliamento dello strato di ozono stratosferico (“buco dell’ozono”).

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Effetti sulla salute

L’ozono troposferico costituisce una componente importante dello smog fotochimico; essendo un forte ossidante, è in grado di attaccare i tessuti dell’apparato respiratorio anche a basse concentrazioni, provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare. La maggior parte di questi effetti sono a breve termine e cessano una volta che gli individui non sono più esposti ad elevati livelli di ozono, ma è noto che possano sussistere anche danni derivati da ripetute esposizioni di breve durata, come l’accelerazione del naturale processo di invecchiamento della funzione polmonare.

Comportamenti da adottare per la riduzione dell’inquinamento da ozono

Anche il singolo può concretamente contribuire a limitare la formazione di Ozono, cercando ad esempio di:
– ridurre l’uso degli autoveicoli privati, soprattutto se diesel, privilegiando l’impiego dei mezzi pubblici;
– utilizzare in modo condiviso l’automobile, per diminuirne i chilometri totali percorsi e quindi le relative emissioni;
– cercare di mantenere una velocità costante, con una guida non aggressiva, mantenendo possibilmente una velocità compresa tra i 70 km/h e i 90 km/h in ambito extraurbano e in autostrada;
– verificare periodicamente gli scarichi dei veicoli soprattutto per quelli non catalizzati e diesel;
– prediligere l’impiego di vernici all’acqua o ad alto secco;
– ridurre la quantità di smacchiatori e solventi che si usano in casa;
– evitare l’accensione di fuochi e barbecue.

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