Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi ha partecipato oggi, 12 luglio, alla festa patronale della chiesa ortodossa a Como.

Fermi: “Chiesa ortodossa simbolo di integrazione”

“La Chiesa ortodossa a Como sta acquisendo un ruolo e una centralità sempre più significativa non solo in ambito religioso ma anche sociale, e la sua comunità sta dimostrando di integrarsi sempre di più con il territorio. Oggi abbiamo la conferma di quanto sia stata decisione intelligente e opportuna quella assunta quattro anni fa dall’Asl comasca e condivisa dal Vescovo Mons.Diego Coletti di cedere in comodato gratuito alla comunità ortodossa l’edificio dell’ex ospedale psichiatrico, scelta lungimirante alla luce della quale anche l’istituzione regionale non farà certo mancare il suo appoggio soprattutto in un’ottica di nuove, possibili collaborazioni future”.

Sono state queste le parole del Presidente Fermi che questa mattina a Como, in occasione della festa patronale della comunità ortodossa, è intervenuto alla cerimonia inaugurale della nuova iconostasi all’interno della Chiesa Ortodossa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. L’opera opera è stata realizzata in soli 6 mesi rispettando tutte le tradizioni canoniche ortodosse, con i colori ricavati da pigmenti naturali: l’iconostasi nelle chiese ortodosse è una parte decorata da icone che separa lo spazio per i fedeli da quello dedicato alla liturgia.

“La Chiesa di San Martino e la comunità che opera al suo interno –ha aggiunto il Presidente Fermi – non svolgono solo una funzione di aiuto e assistenza per molte famiglie e badanti che risiedono nella provincia di Como, provenienti soprattutto dall’est europeo, ma costituiscono anche un punto di riferimento importante per i turisti di religione ortodossa che scelgono il lago di Como come luogo ideale per cerimonie e sposalizi, garantendo così un servizio qualificante per il nostro territorio”.

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Il caso della chiesa ortodossa ucraina

Mentre da una parte si celebra l’integrazione, dall’altra non si riesce a trovare una soluzione per lo sfratto ricevuto dalla chiesa ortodossa ucraina a Como. La comunità, che tiene da 16 anni i propri riti religiosi in un immobile del Comune in via Tommaso Grossi, a breve dovrà lasciare quei locali. L’Amministrazione ha infatti inserito l’edificio tra i beni da alienare. Due consiglieri, Sergio De Santis (FdI) e Vittorio Nessi (Svolta Civica) hanno denunciato la situazione e a breve l’assessore al patrimonio Francesco Pettignano dovrebbe incontrare il rappresentante della comunità per trovare una soluzione.

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