Il 7 giugno durante il Consiglio Comunale il Comune di Campione d’Italia ha ufficialmente dichiarato il dissesto finanziario. Un mese dopo il Tribunale di Como ha dichiarato fallito il casinò di Campione d’Italia con la casa da gioco affidata a tre curatori fallimentari. Dopo le dimissioni di diversi consiglieri comunali anche il sindaco Roberto Salmoiraghi ha fatto un passo indietro. Sulla situazione del Comune comasco ha indagato anche la trasmissione in onda su Rai 3, Report che si occupa di curare inchieste giornalistiche.

Report accende i fari su Campione d’Italia

Un Comune con risorse finanziare invidiabili che ora è sull’orlo del baratro. I giornalisti di Report hanno ripescato un’intervistata dell’ex sindaco Roberto Salmoiraghi datata 2000. All’epoca 540 persone lavoravano al Casinò, 140 in Comune. Ma fino al momento del fallimento non è poi cambiato molto. Salmoiraghi è stato sindaco per 12 anni, dal 2007 al 2017 la prima cittadina è stata invece Maria Paola Rita Piccaluga.

 “Nel 2012 avevamo definito 220 esuberi. Sotto casa mi sono ritrovata 250 persone con le mazze da baseball. Tra loro anche Salmoiraghi che aveva appena dato l’ok a 190 assunzioni” ha spiegato.

Il binomio tra Casa da gioco e Comune

Nata nel 1917, la Casa da gioco è arrivata ad incassare fino a 123milioni di euro l’anno. Le entrate, col passare del tempo, si sono però ridotte anche a causa della concorrenza del gioco online. A quel punto è stato impossibile versare le tasse stabilite al Comune, pagare i dipendenti (alcuni dei quali avevano stipendi che arrivavano fino a 7mila euro) e restare comunque in piedi.

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“Tutti volevano lavorare a Campione”

Salmoiraghi, ora indagato, a pochi mesi dal crack dice di non sentirsi responsabile della situazione.

“Tutti ci tenevano a lavorare a Campione. Magari qualcuno una presentazione l’aveva, facevano domanda e poi dicevano chi erano i referenti. Io però non mi sento responsabile per l’attuale situazione”.

Il viaggio tra le Amministrazioni

Report durante la serata ha parlato anche di Catania che ha 1,6 miliardi di debiti. Napoli che ha 2,5 miliardi di debiti e Torino con quattro miliardi di passivo.