(Olgiate Comasco) Con la giornata di sabato 30 giugno Vittorio Strambini, 68 anni – sposato, tre figli, due nipoti, un cane e due gatti – dipendente comunale, istruttore tecnico geometra dal 1998 in servizio a Palazzo Volta (settore Edilizia pubblica e Manutenzione), avrebbe raggiunto il traguardo del pensionamento.

Rinuncia a tre mesi di pensione

Quarantotto anni di lavoro, i primi 27 in uno studio di ingegneria privato, i restanti appunto in Municipio. Ma il condizionale è d’obbligo. All’approssimarsi della scadenza, infatti, ha valutato pro e contro: non solo i suoi ma anche quelli di chi con lui condivide ogni giornata lavorativa in Comune. E ha scelto di restare al suo posto, all’ultimo piano di Palazzo Volta, sino al 30 settembre.

“Il mio pensionamento poteva scattare l’1 luglio ma continuerò a lavorare sino al 30 settembre – spiega Strambini, abbozzando un sorriso – Ho scelto così: un po’ perché mi piace il mio lavoro, un po’ per senso di responsabilità nei confronti dei miei colleghi. Numericamente non siamo molti (il responsabile più un altro istruttore tecnico geometra, i più stretti collaboratori) e mi dispiaceva andarmene lasciando aperte alcune pratiche. E poi non sarebbe stato bello finire senza trasmettere le cose che ho imparato in 20 anni di lavoro”.

Solidarietà e amicizia apertamente manifestate ai colleghi di una vita. Anche disponibilità nei confronti dell’Amministrazione comunale, al momento alla ricerca di un sostituto tramite una mobilità interna. E di amministratori Strambini ne ha visti transitare parecchi, nel Palazzo comunale: dipendente pubblico contestualmente a cinque mandati amministrativi. Al suo ingresso, nel 1998, il sindaco era Lanfranco Bianchi, che proprio questa settimana (martedì 3 luglio) ha compiuto 98 anni. Nel 2001 fascia tricolore passata a Maria Rita Livio. Cinque anni più tardi l’elezione di Roberto Bovi per poi riportare come primo cittadino la stessa Livio. Infine l’attualità col sindaco Simone Moretti. A ognuno di loro sono legati aneddoti, ricordi, esperienze vissuti da Strambini.

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“Quando mi capitava di finire una penna, per poterne avere un’altra dovevo portare al dottor Bianchi quella ormai esaurita: un esempio per dire come lui era attento a ogni cosa. Con Maria Rita Livio, invece, siamo sempre stati amici: anche da ragazzi, andando a scuola insieme. Di Bovi ricordo quanto sia stata travagliata l’Amministrazione (poi commissariata, ndr). E Moretti, anche per ragioni anagrafiche, per me è come un figlio”.

Tornasse indietro rifarebbe le stesse scelte professionali?

“No – risponde Strambini – Non farei il libero professionista ma cercherei di entrare subito in Comune. Qui mi sono trovato molto bene. Anche con i colleghi incontrati nel corso degli anni. Si è sempre andati d’accordo, c’è stata e c’è disponibilità a darsi una mano. Detta così potrà sembrare una cosa retorica ma, davvero, siamo un po’ come una famiglia…”.

Gli interventi da ricordare?

“La ristrutturazione del centro sportivo Pineta, all’inizio degli anni duemila, l’ampliamento della scuola di Somaino e le ristrutturazioni del lavatoio del Bontocco e quella della Casa anziani”.

La “cosa” da dimenticare?

“L’aumento della burocrazia e il Patto di stabilità, che hanno inciso molto anche in un Comune come quello di Olgiate”.

Traducendo: un Comune con i conti a posto. Passati i tre mesi di supplemento lavorativo, Strambini si concentrerà sulla propria vena artistica. “Dipingo su ceramica (qualità apprezzata in più mostre e gestendo corsi davvero gettonati, Ndr) e sto realizzando gioielli smaltati su rame”.

(Giornale di Olgiate sabato 7 luglio 2018)

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