Cristiano Masseroni, cittadino carughese, domenica 9 giugno, mentre si trovava in un agriturismo di Mantova, ha compiuto un gesto degno di un eroe, anche se non ama definirsi o essere definito tale. Grazie all’aiuto e al supporto di due infermiere sul posto, Masseroni, ha salvato una bambina di 5 anni in arresto cardiaco.

Salva una bambina in arresto cardiaco

L’impiegato tecnico e responsabile di reparto in un’azienda di tessuti per abbigliamento, si trovava in compagnia di amici a un evento organizzato da un’associazione che si occupa delle adozioni in Italia di cuccioli e cani abbandonati in Spagna, quando, dopo aver sentito le urla di un pianto infantile, ha focalizzato il corpo di una bimba, apparentemente senza vita, in braccio a una persona di cui non ricorda alcunché. Lì, come ci ha raccontato, è partito l’istinto.

“Quando ho visto il corpo della bambina mi sono precipitato da lei. Una volta messa a terra, ho capito che era senza respiro e che era in arresto cardiaco, così ho praticato il massaggio cardiaco: era la mia prima volta. Non ho fatto tutto da solo: mi hanno aiutato due infermiere che ringrazio enormemente! Insieme abbiamo salvato la bambina”. Questa la ricostruzione di Masseroni, ancora visibilmente scosso per l’accaduto.

L’eroe carughese non è a conoscenza delle dinamiche e delle circostanze che hanno preceduto e/o determinato il malore della piccola; è intervenuto solo dopo, quando la bambina era in arresto cardiaco e ha applicato prontamente gli insegnamenti e le competenze che ha acquisito dal corso di Primo Soccorso. “Non ho visto se la bimba era in acqua, nella piscina dell’agriturismo e se è caduta o scivolata. L’ho vista dopo quando era senza respiro e ho agito d’istinto. Nella vita non mi tiro mai indietro in tante situazioni, anche nelle cose più normali. Mi metto spesso in prima linea: è una caratteristica che ho ed è innata; forse è proprio per questo che quando ho visto la bambina mi è scattata la molla e non ho esitato a intervenire”, continua Masseroni.

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L’intervista

Lo abbiamo intervistato qualche giorno dopo il suo atto eroico, cogliendo l’occasione per complimentarci con lui e per porgli qualche domanda in merito.

Si ricorda che emozioni o sensazioni ha provato mentre soccorreva la piccola?
“Non glielo so dire. Anche adesso che sto realizzando la vicenda, sono ancora molto scosso. L’unica emozione che ho provato è stata la gioia quando ho realizzato che la bambina aveva ripreso a respirare. Quando ho sentito il pianto della piccola, che se non ricordo male si è verificato nel momento in cui una delle due infermiere è riuscita a spostare la lingua della bambina finita all’indietro, ho provato una grande gioia e felicità. Ero solo contento che stesse bene”.

Quale è stata la sua reazione?
“Nei minuti seguenti non volevo parlare con nessuno. Ho chiesto due minuti di tempo per poter realizzare la situazione. La giornata è proseguita poi in maniera apparentemente tranquilla… Ho cominciato a metabolizzare la vicenda solo con lo scorrere delle ore”.

Analizzando quei momenti a posteriori ha qualche consiglio da dare ai cittadini che in futuro potrebbero trovarsi in una situazione simile?
“Consiglio di seguire il corso di Primo Soccorso. Non dico che tutti debbano intervenire in queste situazioni perché non è facile. È fondamentale, però, conoscere le notazioni basilari per riuscire a capire cosa sta succedendo e per essere d’aiuto al 118”.

Jennifer Caspani

(Giornale di Cantù, sabato 15 giugno)