Caos in consiglio comunale a Como nella serata di ieri, 28 maggio. I genitori dei bambini della scuola di via Perti non si sono tirati indietro, ci hanno messo la faccia. Una cinquantina di loro infatti ha manifestato la propria contrarietà alla chiusura della struttura.

Scuola di via Perti: la mobilitazione dei genitori

La notizia lanciata nei giorni scorsi dal consigliere della lista Rapinese Sindaco Fulvio Anzaldo era infatti la possibilità di una chiusura dell’istituto. Troppo grave sembrerebbe lo stato in cui versa lo stabile. Un’ipotesi per cui i genitori ieri sera hanno chiesto, animatamente, delle risposte al sindaco Mario Landriscina e all’assessore alle Politiche Educative Angela Corengia.

Proprio Anzaldo nel suo intervento preliminare in consiglio ha commentato: “Perché è la domanda che ci dobbiamo porre. Perché queste persone sono qui? E come mai sono qui, al 28 maggio, senza sapere nulla del futuro scolastico dei loro figli. Cosa ne sarà della scuola di via Perti ma anche degli altri edifici scolastici? Io ho depositato un’interrogazione per capire gli interventi di edilizia scolastica in programma, costi, cronoprogramma ma anche se l’Amministrazione ha provato a intercettare finanziamenti pubblici per questo tipo di lavori. E’ intollerabile che un’amministrazione abbia sottovalutato e non affrontato adeguatamente uno dei temi fondamentali, quello della scuola. La raccomandazione è di fare i lavori, subito, e di salvare via Perti”.

Dello stesso avviso diversi altri consiglieri Comunali, anche di maggioranza quali Davide Gervasoni di Forza Italia e Patrizia Mesani del Gruppo Misto. Agguerrita la consigliera Dem Patrizia Lissi: “Mi domando perché non sia stata fatta una commissione sulla riorganizzazione delle scuole, pubblica così che oltre i consiglieri comunali fossero informati anche i cittadini. Mi sembra corretto che questa sera si fermi il consiglio per ascoltare i genitori e permettere loro di avere un confronto con il sindaco e l’assessore”.

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Le risposte dell’Amministrazione

La prima a prendere la parola è stata l’assessore Corengia. “L’ufficio tecnico è dovuto intervenire su tutte le 48 scuole della città perché non ce n’è una a norma, come ha ribadito più volte il sindaco. Questo lavoro è stato condiviso con i dirigenti scolastici e i responsabili della sicurezza: da loro abbiamo avuto alcune indicazioni su alcune criticità, anche in termini di razionalizzazione”.

L’assessore prosegue su questo tema: “Da anni nella scuola di via Perti un piano non è utilizzato: solo il piano terreno per servizi comuni e un piano per le classi. Vero la scuola del centro e mandare i bambini a piedi, ma bisognerebbe anche vedere quante macchine ci sono a mezzogiorno parcheggiate per andare a prendere i bambini”. Un attacco che non è piaciuto ai genitori che hanno cominciato ad agitarsi.

Ad ogni modo “nessuna decisione verrà presa senza averla prima condivisa con la dirigenza scolastica. Io non so, adesso, se la scuola di via Perti chiuderà”.

La situazione è degenerata, tra fischi e applausi, tanto che la seduta è stata sospesa e il sindaco ha incontrato e parlato con i genitori fuori dall’aula. Landriscina ha quindi ribadito ai genitori: “Entro 7-10 giorni i tecnici relazioneranno sullo stato dell’immobile di via Perti. Soltanto allora potremo valutare e prendere decisioni che a oggi non esistono, non sono in nessuno modo già assunte. Stiamo intervenendo su 48 scuole della città, non solo su via Perti. A breve, entro la prima settimana di giugno, avremo sicuramente il quadro e potremo decidere: ma nessuna chiusura è già stabilita”.