Sindaco Cantù riparte la procedura di decadenza.

Sindaco Cantù: 30 giorni per evitare di decadere

Ieri sera il Consiglio comunale ha dato il via libera al nuovo inizio dell’iter per la decadenza del sindaco Edgardo Arosio. Come è noto la causa di decadenza sta nel contratto di appalto affidato nella primavere del 2017 al consorzio canturino pompe funebri, amministrato dal fratello del sindaco Armando Arosio e dalla moglie Ornella Zanfrini.

Il caso e la prima soluzione

La questione è esplosa subito dopo l’elezione di Arosio. A luglio, però, la dirigente del Comune, riscontrando dei difetti nel bando di gara per l’affidamento dell’appalto, l’aveva revocato con procedura di autotutela. Cosicché la causa di decadenza era venuta meno. La procedura di autotutela è stata però impugnata dal Consorzio. Come è noto all’inizio di febbraio il Tar ha dato ragione al Consorzio. Di conseguenza la causa di decadenza legata al contratto d’appalto è tornata in essere.

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30 giorni per eliminare la causa di decadenza

L’iter prevede che il sindaco debba rimuovere la causa di decadenza entro 30 giorni dal giorno in cui gli è stata eccepita, vale a dire da ieri. Altrimenti dovrà lasciare l’incarico. L’Amministrazione comunale ha deciso, come è noto, di impugnare la sentenza del Tar davanti al Consiglio di Stato. Resta così in attesa di un’eventuale sospensiva della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale, ossia un provvedimento che sospenderebbe l’effetto della decisione in attesa del giudizio del Consiglio di Stato. La sospensiva consentirebbe ad Arosio di continuare a fare il primo cittadino in attesa della decisione dell’ultimo organo della giustizia amministrativa.