Le Iene continuano a mettere in dubbio le prove sulla colpevolezza di Rosa Bazzi e Olindo Romano, come già avevano fatto la scorsa settimana. Ieri, domenica 7 ottobre, è andata in onda la seconda puntata dell’inchiesta condotta da Mario Occhipinti e Antonino Monteleone.

Strage di Erba le Iene e il riconoscimento di Frigerio

L’unico supersiste della strage, Mario Frigerio, ha riconosciuto Olindo come colpevole. Le Iene, sottolineano però come nelle sue prime parole, al risveglio, avrebbe parlato di una persona di carnagione olivastra e più grosso di lui. Il programma, in onda su Italia Uno, ha mandato in onda le registrazioni del primo colloquio di Frigerio con i magistrati.

Le Iene tornano al primo colloquio del 15 dicembre 20016, quattro giorni dopo la strage. “L’uomo che mi è aggredito era scuro, non era di qua. Era olivastro, coi capelli corti ma di stazza grossa e con occhi neri. Più alto di 10 centimetri rispetto a me”. Cinque giorni dopo, il maresciallo dei Carabinieri di Erba, Luciano Gallorini si reca in ospedale. Secondo la ricostruzione delle Iene quindi non è vero che Frigerio avrebbe subito riconosciuto il suo aggressore ma sarebbe stato il maresciallo di Erba a suggerire il nome di Olindo, nominandolo nove volte. “Quello di Frigerio potrebbe essere un ricordo non autentico” spiegano le Iene.

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“Quando mi sono svegliato, da subito mi sono ricordato di Olindo Romano” aveva invece detto Frigerio sia in tv che davanti ai giudici.

Le parole di Salvo Sottile

Durante il servizio, parla anche Salvo Sottile, giornalista e conduttore di Quarto Grado che aveva seguito da vicino le vicende. “Olindo e Rosa sono colpevoli, perché in 12 anni non c’è stato un solo elemento che potesse portare all’apertura dell’inchiesta. 26 giudici in tre gradi di giudizio hanno considerato colpevoli Olindo Romano e Rosa Bazzi.  Hanno confessato loro stessi. Frigerio, che avrebbe dovuto morire in quella strage, gli ha riconosciuti. E poi ci sono le tracce di sangue delle vittime trovate sulla macchina”. Sottile prosegue: “C’è un tempo in cui si metabolizza un ricordo. La prima sensazione e poi il secondo ricordo più dettagliato e completo. Nel primo ricordo Frigerio non fa un altro nome, nel secondo fa il nome di Olindo”.

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