Tangenziale di Como: dopo l’apertura al secondo lotto con il progetto presentato da Provincia e in fase di analisi da parte di Regione Lombardia, arriva l’affondo sul progetto dai pentastellati che citano il presidente di Pedemontana.

Tangenziale di Como

“Questa tangenziale non s’ha da fare”. Poco importa se il progetto sia quello originario da 800milioni di euro o la nuova proposta rilanciata al Tavolo della Competitività di venerdì scorso da 674milioni. Non c’è sostenibilità finanziaria per un’opera di 8 chilometri, ognuno dei quali costerebbe dagli 80 ai 120milioni di euro a seconda del progetto che si tiene in considerazione, più del doppio di ogni chilometro della Brebemi, le cui difficoltà di sostenibilità dell’opera sono note.

A raccontarlo sono i pentastellati comaschi, il consigliere comunale di Como Fabio Aleotti e il rappresentante in Regione Lombardia Raffaele Erba. Non loro opinioni né illazioni; i due consiglieri infatti hanno riportato le parole che il numero uno di Pedemontana, il presidente Andrea Mentasti, ha riferito lo scorso 4 ottobre in Regione durante una seduta congiunta delle Commissioni I e V.

Fabio Aleotti e Raffaele Erba

L’intervento di Mentasti in Regione

“Non c’è mai stata in nessun momento del percorso di definizione del programma del PEF (Piano Economico Finanziario)l’opera delle seconde tratte delle tangenziali. E’ oggetto della concessione, ma non p mai stato oggetto di finanziamento. Per cui come ha detto l’Amministratore delegato di CAL è chiaro che, essendo oggetto della concessione, una volta che avremo terminato, non dico l’opera ma almeno il finanziamento del tratto orizzontale ovest – est, sarà nostro compito trovare i fondi per queste seconde tratte.

Invito tutti però a tenere conto di una cosa che diceva prima il dottor Melis, che il territorio dobbiamo ascoltarlo ma qualche volta magari vale anche il contrario. Se abbiamo un’opera da 800milioni per una tangenziale da 8 chilometri e abbiamo un’opera da un miliardo e mezzo che mi fa tutto l’asse ovest – est, forse c’è da domandarsi se chiedere al territorio una maggiore flessibilità nel valutare delle alternative che esistono, perché ripeto 800milioni per fare 8 chilometri, dovremmo essere in un trend economico un po’ più ricco di quello che viviamo. Per cui siccome esistono delle soluzioni alternative, vi invito a farvi portavoce […] Oggi trovare equity per fare 800milioni di euro di un’opera che renderà quello che possono rendere 8 chilometri, capite che è praticamente impossibile”.

“Basta illudere i comaschi”

Insomma la questione è semplice. Con un costo così elevato di un’opera che sarà in gestione ad un privato (che deve fare utili), quale dovrà essere il costo del pedaggio al chilometro per rientrare con i costi? Un tema che si è già dovuto ampiamente affrontare già per la prima parte delle tangenziali, impossibili da rendere gratuite visto che bisognerebbe trovare un introito da 5,3milioni di euro per sopperire alla mancanza dei pedaggi.

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“Il lotto due della tangenziale di Como è più di un sogno – sottolinea il consigliere regionale Erba – Non c’è sostenibilità finanziaria del progetto, quindi bisogna smetterla di creare illusioni tra i comaschi”.

La proposta pentastellata per l’elettrificazione della Como Lecco

Il problema dell mobilità su Como però è forte e molto sentito. Quale allora l’alternativa ad una strada a scorrimento veloce così costosa da realizzare? E’ a questo punto che i due rappresentanti del M5S rilanciano la loro proposta dell’elettrificazione della rete ferroviaria tra Como e Lecco, che faccia arrivare i treni Tilo svizzeri fino a Merone.

“Abbiamo già un ordine del giorno approvato in Regione che ci trova tutti concordi nell’importanza dell’elettrificazione della Como – Lecco per rispondere all’esigenza di migliaia di pendolari che varcano quotidianamente il confine con la Svizzera – sottolinea il consigliere Erba che porta dei dati – Ad ogni sono 20mila gli italiani che ogni giorno vanno in Svizzera e da un’analisi fatta dal Dipartimento del Territorio del Canton Ticino a settembre 2017 circa il 60% di questi utilizzerebbero volentieri il trasporto pubblico locale con una tariffa unica transfrontaliera”. L’investimento per adeguare l’opera? “6milioni di euro, un’opera semplice che aiuterebbe anche ad abbattere l’inquinamento” sottolinea Erba.

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