Un cittadino canturino ha visitato Venezia lunedì e martedì, proprio i due giorni antecedenti al disastro. Ci ha raccontato com’è andata.

Acqua alta a Venezia: il racconto di un canturino

“Sono arrivato a Venezia lunedì mattina, l’11 novembre, e già quella mattina l’acqua da Canal Grande straripava. Appena arrivato infatti mi hanno subito avvertito che fino alle 10 l’acqua sarebbe stata alta e che per muoversi in città, soprattutto verso la zona di piazza San Marco, sarebbe stato utile munirsi di stivali. Il meteo indicava che lunedì la giornata sarebbe stata caratterizzata per tutta la sua durata da una leggera pioggia, ma era martedì che le previsioni davano il peggio. In ogni caso lunedì mattina la pioggia e l’acqua alta non hanno condizionato pesantemente il programma, tutto in città funzionava perfettamente, dai negozi ai trasporti e l’utilizzo degli stivali impermeabili non si è rivelato necessario. Quel giorno è stato occupato dalla visita delle isole di Murano e Burano: in entrambe le isole la situazione era calma e non si sono verificati disagi, tranne qualche passo nelle pozzanghere”.

Martedì 12: il giorno del disastro

“Martedì invece la situazione si è fatta molto più complicata. Già dalla sera prima l’hotel in cui alloggiavo aveva avvisato tutti i suoi ospiti che il giorno dopo la marea sarebbe stata più alta del solito: alle 10 di mattina si registrava una massima di 140 cm, mentre la sera sempre alle 10 il picco più alto, quello da record, 187 cm. Quel giorno in programma avevo la visita della cattedrale di San Marco, del Palazzo Ducale e della piazza, insieme a tutti i musei circostanti. Piazza San Marco alle 11 di mattina era inaccessibile ai più. Solamente coloro che disponevano di stivali fino al bacino o di pantaloni impermeabili potevano permettersi di attraversare la piazza. La Polizia Locale era sul posto a monitorare la situazione e la Cattedrale il Palazzo Ducale erano inaccessibili. Persino le passerelle allestite per raggiungere le varie zone di interesse non bastavano per garantire una attraversata asciutta. Solamente alle 12 mi è stato possibile entrare al Palazzo del Doge e nella Cattedrale. Poi il pomeriggio la marea si è abbassata, com’è normale che sia. Io avevo il treno di ritorno alle 19.50 e quindi verso le 18 sono partito dall’hotel per raggiungere la stazione. Proprio in quel momento la pioggia si è intensificata e mancava poco prima che si potesse definire diluvio. Arrivato quasi alla stazione ecco il suono della sirena attirare l’attenzione di tutti gli abitanti e di tutti i turisti: l’alta marea stava arrivando e la forte pioggia non faceva che accelerare il processo di alluvione. Sul treno mi arrivavano le prime notizie: “Venezia in ginocchio”, “Acqua alta a Venezia, è record”. Io sono stato partecipe della calma prima della tempesta, ma il fascino della città non è stato minato dalle condizioni meteo, anzi piazza San Marco allagata ma comunque visitabile rendeva l’atmosfera ancora più caratteristica e suggestiva. Nonostante la sua intramontabile bellezza la città ora è in ginocchio di fronte a un disastro da record che rimarrà nella storia”.