Dopo il caso di Cantù e quello di Como, anche a Costa Masnaga si scatena la polemica per la possibilità che venga costruita una moschea.

La Lega contro i luoghi di culto islamici sul territorio

Nicola Molteni a Cantù continua a battersi affinché non ci sia una moschea in città. In via Milano però, dopo una lunga battaglia legale, il Consiglio di Stato lo scorso ottobre ha riaperto la sede del centro culturale islamico Assalam di via Milano. Lo stesso fa la collega del Carroccio a Como Alessandra Locatelli. “Non daremo mai lo status di luogo di culto al centro culturale di via Cumano” spiegava qualche settimana fa a ComoZero settimanale. Ora un altro esponente della Lega, Eugenio Zoffili, inizia un battaglia contro la possibilità che a Costa Masnaga venga edificata una moschea.

Moschea a Costa Masnaga: la battaglia di Eugenio Zoffili

“La moschea a Costa Masnaga (Lc) non s’ha da fare. E’ pura follia. Da mesi mi sto occupando del caso insieme al collega deputato leghista Roberto Paolo Ferrari rispondendo alle legittime preoccupazioni del sindaco Costanzo del limitrofo Comune di Lambrugo e coordinandoci con l’assessore regionale Pietro Foroni, che sta approfondendo la questione. Non lasceremo un centimetro di spazio per l’edificazione di una nuova struttura a servizio della comunità islamica”. Così il deputato leghista Eugenio Zoffili, presidente del Comitato Bicamerale Immigrazione, controllo delle frontiere e vigilanza su Europol.

“È innanzitutto un’infelice scelta urbanistica dell’Amministrazione di Costa Masnaga, che – sottolinea l’esponente leghista – ha individuato un prato alla periferia del suo territorio, in un’area dove la sorveglianza è impossibile e che provocherebbe danni anche ai Comuni vicini giustamente insorti. Ma non è tanto una questione di piano regolatore quanto soprattutto un problema grave di sicurezza e coesione sociale come dimostrano le indagini dell’antiterrorismo che proprio in provincia di Como hanno smantellato per ben due volte cellule riferibili alla galassia del fondamentalismo di matrice islamica oltre che fatto emergere inquietanti finanziamenti verso la Siria tramite il meccanismo dei money transfer.

Con questo non vogliamo criminalizzare tutta la comunità islamica del nostro territorio – precisa Zoffili – anche se in tutti questi anni ci saremmo aspettati manifestazioni e prese di distanza più esplicite nei confronti della violenza jhiadista. Questa moschea non s’ha da fare. A breve presenterò un’interrogazione parlamentare urgente affinché sia tenuta alta la guardia sui pericoli che corre il nostro territorio”.

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