Van de Sfroos e la sfida di San Siro: hanno vinto la musica e il dialetto laghèe

Van de Sfroos in un sogno ad occhi aperti

Era la parola che circolava sulle bocche di tutti i “Cauboi” – così si chiamano i fan di Davide Bernasconi, per tutti Van de Sfroos – prima dell’inizio del concerto: «un sogno». Per il cantautore laghèe, cresciuto e tuttora residente a Mezzegra, lo stadio di San Siro rappresenta l’ultima tappa di un viaggio che si è esteso ben presto oltre le rive del Lario. I 20.000 spettatori lo hanno dimostrato: accanto a comaschi, valtellinesi e «pirati venuti da Varese» – il pubblico delle origini – svettavano le bandiere della Sardegna, uno striscione da Roma, un altro degli amici istriani. «È bello essere qui, in qualche modo mi sembra di conoscervi uno ad uno» li ha salutati il cantante prima di dare inizio allo spettacolo.

Tre ore tra brani delle origini e nuovi arrangiamenti

La scaletta ha toccato tutti i momenti della carriera di Van de Sfroos: dall’apertura con Lo sciamano (poi comparso sul palco, con l’appellativo azteca “Pioggia di fuoco”, per Hoka Hey) fino a Yanez, per chiudere con La balera e un accenno de La curiera, richiesta a gran voce da un pubblico che voleva ritardare il più possibile la fine dello show.

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Sul palco sono saliti con il cantautore venti musicisti, tra “nuove leve” e compagni di viaggio storici. Dopo le giovani band che hanno preceduto Davide sul palco (scelte nel contest legato alla campagna “Cresciuto in oratorio” di cui Van de Sfroos è testimonial), tre gruppi lo hanno accompagnato nella serata: gli Shiver, i Lùf e la Gnola Blues Band (con Maurizio Glielmo alla chitarra e Angapiemage Galiano Persico al violino, entrambi al fianco di DVDS da anni). Per un intermezzo blues è salito sul palco il “puma di Lambrate” Fabio Treves.

I protagonisti delle canzoni e qualche volto noto

«L’unica protagonista – ha detto Van de Sfroos nel mezzo della serata – è la canzone, che continuerà a rimbalzare dopo di noi, da nonno a nipote, di generazione in generazione». E qualche protagonista delle canzoni era presente a San Siro: il mitico Cimino, con una bricolla particolare (con la scritta “Il fumo fa male”); l’Alain Delon de Lenn, seduto in tribuna; le maschere di Schignano. Hanno assistito al concerto anche diversi amministratori locali conterranei del “menestrello del Lario”, il Consigliere Segretario di Regione Lombardia Daniela Maroni, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini e la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

 

 

Eros Robba

 

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