La tragedia di Genova con il crollo di una parte del Ponte Morandi che è costata la vita finora a 39 persone ha riaperto il tema caldo del ponti a rischio in Italia. In una mappa dei ponti che fanno paura nel nostro Paese c’è anche il viadotto dei Lavatoi di Como.

Ponti a rischio: viadotto chiuso ai mezzi pesanti da un anno

E’ stato il primo macigno sul neoeletto sindaco Mario Landriscina. A poco più di un mese dalla sua elezione nel giugno 2011 il sindaco di Como aveva dovuto chiudere una delle arterie principali del capoluogo comasco, il viadotto dei Lavatoi. Prima circa un mese di chiusura totale al transito per dei lavori di messa in sicurezza urgenti.  Poi la scelta di riaprire esclusivamente alle auto, vietando il passaggio dei mezzi pesanti oltre le 7,5 tonnellate con un costante monitoraggio in attesa dei lavori. A distanza di un anno da quel momento il viadotto rimane interdetto ai mezzi pesanti in attesa delle manutenzioni necessarie. E la scelta non è stata semplice, viste le pesanti ripercussioni sul traffico cittadino e le difficoltà degli autotrasportatori. La città in un solo colpo è tornata indietro di più di 10 anni mentre un fascicolo importante è già sul tavolo delle autorità competenti per capire come un viadotto del 2003 sia già in queste condizioni.

INTERROGAZIONE IN PROVINCIA PER CONOSCERE LA SITUAZIONE

I problemi a Cantù Asnago

Quello dei Lavatoi non è certo l’unico ponte che ha creato disagi in provincia di Como. Impossibile dimenticare alla fine del 2017 la chiusura totale del ponte di Cantù Asnago che passa sopra la ferrovia. Seppur non sia tra i ponte attenzionati dal Cnr è stato sotto la lente d’ingrandimento. La Provincia aveva spiegato che erano necessarie “operazioni di consolidamento della soletta e della travatura superiore del ponte”. Quindi la riapertura, in anticipo sui tempi, a metà gennaio di quest’anno.

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Ponte Asnago

Le altre strutture lombarde a rischio

Sempre secondo la nota realizzata il viadotto dei lavatoi è purtroppo in “cattiva compagnia” . Sono davvero tanti i ponti, in Italia, che fanno paura. Nella maggior parte dei casi parliamo di infrastrutture stradali costruite tra il 1955 e il 1980, con caratteristiche e tecnologie simili.

In Lombardia, in particolare la soglia di allarme, riguarderebbe anche il cavalcavia Isella di Lecco e diversi ponti tra Cesano Maderno e Bovisio Masciago che sovrastano la superstrada Milano Meda, per i quali sono stati recentemente stanziati nuovi fondi da Regione Lombardia. Attenzionato anche il  il viadotto sulla statale 42 del Tonale all’altezza di Ponte di Legno (Brescia). Impossibile inoltre dimenticare la tragedia che colpì proprio la vicina provincia di Lecco con il crollo del ponte di Annone.

La situazione in tutta Italia

Da Nord a Sud, nessuno è esente dai pericoli. In Italia i ponti sono un milione e mezzo, sotto controllo perché datati e malandati ce ne sono 60mila.  E tuttavia se i ponti che “hanno superato la durata di vita per la quale sono stati progettati” sono decine di migliaia. Ecco la mappa globale

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