Oggi in Lombardia è arrivato il parere favorevole al regolamento per l’assegnazione di contributi regionali per l’installazione di telecamere di videosorveglianza nelle case di riposo e nelle strutture per disabili con l’obiettivo di prevenire furti e maltrattamenti. Lo ha espresso a maggioranza la Commissione “Sanità e assistenza” presieduta da Fabio Rolfi (Lega Nord).

Lombardia, via libera alla videosorveglianza

Il provvedimento prende spunto dalla necessità di contrastare gli episodi a danno delle persone ospitate nelle Residenze Sanitarie Assistenziali lombarde, sempre più frequenti negli ultimi mesi e puntualmente denunciati alle autorità giudiziarie. “Vogliamo garantire la sicurezza dei nostri anziani e disabili, vittime troppo spesso di maltrattamenti e abusi all’interno delle strutture: con questo provvedimento diamo attuazione concreta alla volontà di tutelare meglio gli ospiti di queste strutture e diamo maggiori rassicurazioni anche ai loro familiari” ha detto la relatrice Fatuzzo.

L’importo massimo erogabile per ciascuna struttura indicato dalla Commissione è di 15mila euro (la Giunta aveva proposto 10mila euro) e comunque non potrà superare il 70% della spesa complessiva. Sono previste premialità per quei progetti che prevedono la presenza delle telecamere nelle aree comuni e nelle zone adiacenti la camere di degenza degli ospiti.

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Lombardia prima regione a dire sì alla videosorveglianza

“La Lombardia è la prima regione in Italia ad approvare un provvedimento sulla videosorveglianza nelle case di riposo e nelle strutture per disabili, con il chiaro intento di garantire la qualità e la sicurezza dell’assistenza –ha sottolineato il Presidente della Commissione Fabio Rolfi (Lega Nord)-. Le risorse messe a disposizione vogliono essere un incentivo a tutelare sempre di più non solo i pazienti, ma anche i lavoratori in servizio presso queste strutture”.

Le critiche

Critici i gruppi di minoranza, che hanno evidenziato come per installare le telecamere non serve una legge specifica, ma sarebbe stato più che sufficiente un semplice bando della Giunta regionale. La minoranza ha quindi sottolineato come la qualità dell’assistenza in queste strutture sia garantita e determinata da ben altri fattori come l’efficienza dei servizi e la professionalità degli operatori.