Si torna a parlare di violenza sulle donne. A Como la deputata Chiara Braga parla di quattro casi al giorno. Una media che fa rabbrividire.

Violenza sulle donne a Como quattro casi al giorno

“Oltre ottanta donne vittime di stalking, maltrattamenti o lesioni in famiglia in provincia di Como. Quattordici le richieste di allontanamento da casa emanate d’urgenza dalla Procura della Repubblica comasca e già due le misure cautelari emesse a carico di uomini, compagni, mariti. Quattro vittime sentite al giorno, una media impressionante calcolata dopo l’entrata in vigore, lo scorso 9 agosto, del Codice Rosso. Numeri dolorosi che inchiodano la nostra provincia a guardare ancora una volta in faccia al fenomeno della violenza sulle donne, tragicamente alto in tutto il Paese, maledettamente elevato anche a Como”. Parolde della deputata comasca del Partito Democratico, Chiara Braga.

“Dati comaschi sconcertanti confermati qualche giorno fa dalle dichiarazioni del Procuratore capo di Como, Nicola Piacente che hanno fatto da eco a quanto già espresso dal Procuratore di Milano Francesco Greco che, a seguito dell’ultimo caso di femminicidio consumatosi a Milano, ha lanciato un allarme legato alla “gestione” del Codice rosso. “Qua – ha detto il procuratore di Milano – nessuno vuole contestare il codice rosso, dico che sta diventando un problema a livello pratico, il problema è come gestirlo, già ora ci sono 30 allarmi al giorno (ossia denunce o segnalazioni in Procura) e ciò ci impedisce di estrapolare i casi più gravi”, anche perché tutti gli allarmi per legge devono essere trattati “con urgenza”.

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“Non basta la repressione”

“Come Partito Democratico – spiega la Braga – facemmo la scelta di astenerci nella votazione definitiva dello scorso luglio al Senato sul Codice Rosso, attirandoci non poche e pesanti critiche. E questo perché ritenemmo allora e a maggior ragione riteniamo ora, che tale misura avesse sì i pregi di inasprire le pene per i reati di stalking, maltrattamenti in famiglia e violenze, e di far aumentare il numero delle denunce da parte delle donne vittime di violenza ma anche il difetto di limitarsi ad avere solamente quelli come elementi positivi. La sola repressione non basta, se poi la spesa rimane invariata, se non si stanziano risorse per potenziare gli organici delle forze dell’ordine e per rafforzare la prevenzione e la formazione di una cultura del rispetto reciproco tra donna e uomo”.

Chiesti miglioramenti per il Codice rosso

“Il pericolo dell’attuazione del Codice rosso, che allora denunciammo, per il quale presentammo anche una lista di emendamenti migliorativi tutti bocciati, e che oggi puntualmente si è verificato, almeno nella zona del milanese, è quello di aver ingolfato il sistema. Con il rischio, gravissimo, di risultare inefficace nella lotta al femminicidio”. “Il Codice Rosso – conclude la Braga – va migliorato, altrimenti rischia di tradire la fiducia delle donne vittime di violenza che denunciano e che anche per questo risultano più di prima sotto attacco della furia violenta maschile”.