Arrestato dai Carabinieri della stazione di Cernobbio il rapinatore della banca di Carate Urio: è un 67enne di Cantù.

Arrestato il rapinatore della banca di Carate Urio

Questa mattina, 14 agosto, i militari hanno arrestato M.P.,67 anni di Cantù, secondo i quali è ritenuto responsabile della rapina dello scorso 23 maggio alla Banca Popolare di Sondrio di Carate Urio. Quel giorno infatti, intorno alle 10, un uomo con volto travisato da cappellino, foulard e armato di pistola, si era introdotto nella filiale della banca e, dopo aver minacciato il cassiere con l’arma, si è fatto
consegnare il denaro contenuto nel cassetto, circa 300 euro, per poi darsi alla fuga.

I Carabinieri quindi si sono subito messi al lavoro, acquisendo i filmati registrati dalle telecamere di video-sorveglianza poste all’interno e all’esterno della filiale bancaria. L’esame dei filmati ha permesso di capire che il malfattore era sopraggiunto e si era allontanato dal luogo del reato a bordo di una bicicletta e indossava una polo a maniche corte di colore glicine, un paio di jeans e delle scarpe sportive di colore beige. I tratti somatici rilevati dalle immagini lo ritraggono come un uomo robusto, brizzolato e che indossava sul polso destro un orologio rotondo, quadrante bianco e cinturino nero, nonché un paio di occhiali al collo.

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Prima della rapina però il malvivente aveva compiuto tre sopralluoghi che lo hanno tradito. Dapprima aveva parcheggiato la bicicletta in piazza Matteotti a Carate Urio, indossava uno zaino di colore nero, facendo ben attenzione a coprirsi il volto con le mani; quindi si è avvicinato alla banca.

In seguito, dopo aver indossato una giacca di colore nero, è salito in sella alla bicicletta e ha eseguito un secondo sopralluogo. Infine, dopo aver lasciato la bicicletta nei pressi del Municipio di Carate Urio e aver indossato un cappellino da pescatore di colore nero, ha effettuato un ultimo sopralluogo esterno alla filiale.

Dopo aver effettuato la rapina, l’uomo si è disfatto di giacca e cappellino e con la bicicletta si è diretto verso Laglio. Prove che hanno permesso ai militari di chiedere all’autorità giudiziaria una perquisizione personale e locale che ha permesso di rinvenire e sottoporre
a sequestro i vestiti indossati il giorno della rapina.

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