Azouz Marzouk è tornato nel nostro Paese.

E’ arrivato il 4 giugno

“Finalmente si ritorna al amata Italia”. Poche parole, corredate da un selfie scattato in scattato in aeroporto. Così Azouz Marzouk, ex marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef, due delle vittime della orrenda Strage di Erba, ha pubblicamente annunciato il suo ritorno nel nostro Paese. Lo ha fatto con un post sul suo profilo Facebook. Ad anticipare il suo possibile rientro, già  a dicembre scorso, erano stati gli ex cognati dell’uomo durante la trasmissione televisiva Storie Maledette.  In quell’occasione i fratelli Castagna avevano anche dichiarato che Marzouk ha nuovamente  avanzato, attraverso il suo nuovo legale, la richiesta di ottenere la sua parte di eredità, ovvero la cosiddetta “legittima”. E l’ipotesi di un ritorno è diventata realtà l’altro ieri, 4 il giugno.

Azouz Marzouk è tornato in Italia ed è a Lecco

L’uomo ha scelto di tornare a Lecco. In città era arrivato per la prima volta  tra il 2007 e il 2008. A Lecco aveva scontato un periodo agli arresti domiciliari, in una casa in via Trento, poco lontano da viale Turati, dopo che nel dicembre  del 2007 era finito in manette con l’accusa di aver fatto parte di una gang di spacciatori. Ma a Lecco Marzouk aveva anche trovato l’amore. Aveva conosciuto una ragazza, Michela Lovo, proprio in viale Tirati. L’aveva sposata e con lei era andato a vivere in Tunisia (diventando di nuovo padre), dopo essere stato colpito dal provvedimento di espulsione. Ora che i magistrati hanno revocato il provvedimento di sicurezza Marzouk è salito su un volo ed è tornato in Italia, qui a Lecco.

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Marzouk ha chiesto di riaprire il caso

Marzouk ha pubblicamente dichiarato la sua intenzione di far riaprire l’inchiesta relativa alla strage (in cui a perdere la vita oltre alla moglie e al figlio  di Marzouk furono anche la  madre  di Raffaella Castagna, Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini con il suo cane. Il marito di quest’ultima, Mario Frigerio, presente sul luogo, si salvò perché creduto morto dagli assalitori)  dicendosi convinto dell’innocenza di Rosa e Olindo, rei confessi degli omicidi. Ipotesi che ai più sembra assurda e per altro seccamente smentita dalla sentenza di Cassazione che vi riportiamo integralmente. Già a  gennaio di quest’anno per altro la Corte d’Appello ha detto no alla revisione del caso.