“Dai vertici mi dissero che fino a quando c’era Salvatore Muscatello, il crimine in Lombardia lo avrebbe avuto Mariano Comense”. Parlava così nel 2015 in un verbale di oltre 500 pagine il superpentito di ‘ndrangheta Luciano Nocera, ricostruendo le cosche della Lombardia. Ora Muscatello non c’è più.

E’ morto Salvatore Muscatello, capo della Locale di Mariano Comense

E’ di poche ore fa infatti la notizia che il boss di Mariano Comense, la ‘ndrina più potente del comasco e l’unica che ha continuato a operare dopo l’indagine denominata “La notte dei fiori di San Vito” , è morto ieri sera, 19 luglio, all’età di 85 anni. Era malato da tempo tanto che, per le condizioni di salute precarie, stava scontando la pena agli arresti domiciliari nella sua casa in via Al Pollirolo 5.

Originario di Amato, provincia di Catanzaro, su di lui pendevano diverse condanne tra cui associazione mafiosa a seguito del processo “Infinito” ma anche dopo l’operazione “Quadrifoglio” del 2014. Più recentemente invece era stato il nipote, Ludovico Muscatello, al centro della scena. Era lui infatti il gambizzato in piazza Garibaldi a Cantù per una faida tra famiglie (QUI LE CONDANNE DEL PROCESSO DI NDRANGHETA). Erano infatti ancora i Muscatello a controllare la movida del centro canturino e i Morabito volevano prendere il sopravvento con questo gesto estremo.

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I funerali di Muscatello avranno luogo a Cascina Amata nella chiesa parrocchiale di Santa Dorotea lunedì 22 luglio alle 16.30.