Il silenzio suonato con la tromba sul sagrato della chiesa parrocchiale, l’Ave Maria e il Signore delle cime cantati dal coro “Marelli” per l’addio a Severino Dassiè.

Il silenzio: l’ultimo saluto al maestro e alpino

Oggi, lunedì 9 settembre, alle 15 nella chiesa dei Santi e Ippolito e Cassiano, il funerale del maestro Severino Dassìè, scomparso sabato all’età di 89 anni. Stretta attorno alla figlia Tiziana e ai parenti, una folla di amici, colleghi e generazioni di alunni cresciuti con lui. Il funerale è stato celebrato dal parroco don Marco Folladori, don Gerardo Bernasconi (parroco di Gironico e olgiatese d’origine) e don Gianluigi Bollini (parroco della comunità di San Bartolomeo, a Como), che di Dassiè è stato allievo. Significativa la partecipazione di Penne nere olgiatesi e della zona.

L’omelia e la riconoscenza al maestro

L’omelia è stata affidata a don Bollini, legato da solida amicizia a Dassiè. “Ho avuto la gioia di avere Severino come maestro dalla seconda alla quinta elementare e ho anche voluto scegliere lui come padrino della mia prima messa, qui in questa chiesa, per quella profonda amicizia che ci aveva legato anche dopo le scuole. Non è facile, ovviamente, vivere questo momento. Penso al mio maestro, a colui che mi ha aperto alle esperienze della vita attraverso la scuola, l’insegnamento e la sua testimonianza. Lo faccio come senso di riconoscenza a Severino, che veramente è stato un riferimento importante”.

L’esempio: educatore vero, uomo di cultura

Don Bollini ha proseguito sottolineando i talenti di Severino Dassiè. “Affidiamo Severino alla misericordia di Dio, perché lo accolga nella gioia del cielo, della beatitudine. L’amore di Dio ci accompagna nel cammino della vita, anche se spesso sperimentiamo la fatica e lo smarrimento. Oggi il vangelo ci ricorda in particolare che Dio ha affidato a ciascuno di noi dei doni, dei talenti, delle qualità, che dobbiamo far fruttare nella nostra vita mettendoli al servizio di Dio. Ripensando a Severino, questi talenti sono stati veramente tanti. Basta far scorrere la sua vita, pensare alla sua esperienza di sposo, di padre, di educatore come maestro, all’esperienza di appassionato di cultura con il servizio nella biblioteca cittadina, ai tanti gruppi ed esperienze di volontariato ai quali ha partecipato e dato il suo contributo: Alpini, Combattenti e reduci, Sos, la vicinanza agli ammalati. E potremmo continuare. Mi pare che la vostra presenza così numerosa è proprio segno della riconoscenza a Severino. Ma mi piace ricordare anche un’altra caratteristica della vita e della personalità di Severino: è stato capace  – almeno così mi dice la mia esperienza – di aiutare altri a scoprire le loro capacità, a far sviluppare le proprie capacità al servizio di tutti”. Prima dell’uscita della bara dalla chiesa, il coro di voci alpine “Marelli” di Fino Mornasco ha intonato l’Ave Maria e il Signore delle cime: commozione e preghiera per dire grazie all’amato maestro di Olgiate.

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