IV Novembre, cerimonia affollata nella mattina di oggi, lunedì 4 novembre, grazie alla partecipazione delle scuole di Olgiate Comasco.

IV Novembre, corteo e cerimonia al Medioevo

La cerimonia organizzata in occasione della Festa dell’Unità nazionale e delle Forze armate, commemorando i Caduti e i Dispersi di tutte le guerre, ha radunato centinaia di alunni all’esterno della scuola media. Presenti associazioni combattentistiche e d’Arma, le Forze dell’ordine, la Polizia locali, il sindaco Simone Moretti col vice Paola Vercellini, l’assessore Maria Rita Livio e i consiglieri comunali Mariella Bernasconi (maggioranza) e Tina Molteni (minoranza). Poco dopo le 9.30 l’alzabandiera e l’Inno nazionale. Poi il corteo sino al centro congressi Medioevo, guidato dal gonfalone del Municipio.

Il discorso del sindaco: “Europa a rischio”

A far da cerimoniere, Giuliana Casartelli, coordinatore del Sistema bibliotecario Ovest Como intitolato a Giovanni Annoni. Le prime parole ufficiali le ha pronunciate il sindaco col suo discorso: “La celebrazione del IV Novembre oggi ci impone di ricordare innanzitutto La Grande Guerra, un conflitto mondiale che comportò il sacrificio di più di dieci milioni di soldati – intere generazioni di giovani uomini decimate – ma anche un numero altissimo – rimasto imprecisato – di caduti civili, nazioni distrutte, fame e disperazione. Una guerra che sancì in misura fallimentare l’incapacità delle classi dirigenti europee dell’epoca di comporre le aspirazioni e gli interessi nazionali in modo pacifico e collaborativo. Dalle ceneri di un’Italia finalmente unita, ma in ginocchio, nacque però un sentimento, comune alle altre nazioni europee unite dallo stesso tragico destino, di condivisione di ideali, di valori, di intenti e di obiettivi di pace che posero le basi per cominciare a guardare all’Europa come futuro comune: l’Unione Europea che molti anni dopo venne costituita e che ci ha permesso di vivere in pace da più di 70 anni, permettendo anche a noi cittadini italiani ed europei di godere i diritti e di adempiere a doveri nella convinzione del valore della solidarietà e della pacifica convivenza fra i popoli. Questa condizione di pace e di stabilità, però, è da un po’ di tempo messa in discussione e, forse, oggi anche in pericolo, sia per i venti di scissione e di forte contestazione che soffiano in Europa, sia per l’imperversare di conflitti e di guerre nei paesi sempre più vicini ai nostri confini”.

L’appello di Moretti per il bene comune

“Ecco allora che l’Italia e l’Europa tutta deve perseguire oggi più che mai la difesa e la promozione dei valori fondanti della libertà, della dignità e della solidarietà, attraverso scelte politiche ed economiche coraggiose e difficili, che rendano noi tutti più forti e pronti davanti ai cambiamenti epocali che incombono e che spesso ci travolgono. Come i continui ed incessanti fenomeni migratori, davanti ai quali non possiamo rimanere passivi spettatori. Come le difficoltà dei nostri giovani a trovare lavoro, come le continue insidie alla pace e alla democrazia. Perché non possiamo dimenticare guardando all’oggi e al futuro il sacrifico di tanti, troppi giovani uomini al fronte, il dolore e la disperazione di tante famiglie, l’orrore che è stata la Prima guerra mondiale. E qui voglio anche ricordare il ruolo fondamentale che ebbero all’epoca in Italia le donne, con l’esempio dell’allora Regina Elena, una regina borghese, che ospitò al Quirinale un ospedale da campo dove si prodigò personalmente come infermiera , e con lei tutte quelle donne che lottarono al fronte o nelle fabbriche, che crebbero da sole i propri figli, che si prodigarono per cucire abiti, procurare cibo o assistere feriti e moribondi. Senza le donne quella mesta vittoria non sarebbe stata possibile. La nostra Costituzione Repubblicana ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali e come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli. Con questo mandato costituzionale le nostre Forze Armate hanno il compito di difendere la Patria, la Pace , la nostra libertà e i nostri valori ed oggi è anche la loro festa.
Grazie per essere garanti del rispetto delle regole su cui si fonda la convivenza civile, baluardo per la nostra democrazia, per il mantenimento dei valori di solidarietà, per l’impegno e il coraggio che mettono nel garantire la nostra sicurezza. Soldati, marinai, avieri, carabinieri, finanzieri e personale civile della Difesa; grazie!. Perché ricordiamolo sempre: “La pace va costruita e sostenuta con iniziative giorno dopo giorno, basta un soffio di vento per distruggerla”. Celebrare ogni anno il IV Novembre assume così il significato di risvegliare in ciascuno di noi la responsabilità civica verso il nostro paese secondo principi di democrazia e partecipazione: garantire il futuro di questa nostra Italia partendo dai nostri comportamenti quotidiani. Tutti in prima persona dobbiamo mettere al centro del nostro agire il bene comune. Troppo spesso assistiamo a uno scarico di responsabilità, che sono sempre di altri ed altrove, e questo atteggiamento, oltre ad essere poco utile, offende chi rispetta le regole e si impegna quotidianamente per una società migliore e più equa. E invece, il modo migliore per far tesoro di quello che il 4 novembre ci insegna è impegnarsi in prima persona, ogni giorno, nel nome certamente dei diritti ma anche dei doveri di ognuno di noi. Solo così questa Italia sarà davvero l’Italia di tutti. Concludo con un invito a voi ragazzi e ragazze utilizzando le parole del nostro presidente Mattarella: “Quei momenti oscuri, il tempo e le sofferenze delle due guerre mondiali, a voi ragazzi – coetanei di tanti caduti di allora – sembrano molto lontani, remoti. Ma rammentate sempre che soltanto il vostro impegno per una memoria, attiva e vigile, del dolore e delle
vittime di quei conflitti può consolidare e rendere sempre più irreversibili le scelte di pace, di libertà, di
serena e rispettosa convivenza tra le persone e tra i popoli. E che le missioni di pace non si sposino più con guerre e conflitti. Viva l’Italia, viva le Forze Armate”.

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Il ricordo commosso del partigiano Maltecca

Atteso e commovente il ricordo del partigiano Ernesto Maltecca, da poco scomparso. Presenti in prima fila la figlia Franca e i nipoti di Ernesto, Davide e Alessia. Com voce commossa Giuliana Casartelli ha letto il discorso scritto da Ernesto nel 2016, poi ha lasciato la parola proprio ai due giovani, che hanno dato voce a ulteriori testimonianze scritte dal loro compianto nonno. La cerimonia ha visto impegnati in particolare gli alunni del Consiglio comunale junior della scuola media, una delegazione di studenti del “Terragni”, prodigatisi in un inquadramento storico della Prima guerra mondiale. Intervenuti anche gli alunni delle colassi quinte delle scuole primarie. Il coro della scuola media, diretto dal professor Armando Calvia, ha eseguito tre brani storici. Infine la presentazione, da parte degli Alpini, della nuova borsa di studio, questa volta dedicata al valore dell’alpinità vista attraverso un canale social come WhatsApp: alunni invitati a partecipare. Sulle toccanti note del Silenzio, suonate da un alpino con la tromba, la chiusura della cerimonia al Medioevo. Infine, la deposizione delle corone al monumento ai Caduti.