L’Ispettorato territoriale del lavoro di Como e Lecco, guidato dal direttore Alberto Gardina, ha fatto il punto sui risultati raggiunti sul territorio in ambito di lavoro nero, finte partite Iva e caporalato. Diversi i casi di rilievo portati alla luce con la collaborazione del Nucleo Carabinieri ispettorato del lavoro diretto dal maresciallo Vincenzo Tiralongo.

Lavoro nero e non solo: i dati

Impressionanti i dati raccolti dagli operatori del territorio comasco e lecchese. Sono state ispezionate infatti 2037 aziende nelle quali è stata riscontrata una percentuale di irregolarità al 76,06%. Nello specifico sono state verificate 2570 lavoratori, di cui 1309 irregolari e 351 lavoratori in nero. 79 le aziende per le quali è stata richiesta la sospensione delle attività perché avevano oltre il 20% dei lavoratori in nero. Sono state emesse sanzioni per quasi 1milione e 700mila euro, di cui penali in materia di sicurezza sul lavoro per circa 730mila euro.

Un fenomeno in crescita riscontrato dagli operatori è quello delle finte partite Iva, anche nei cantieri. Si tratta sostanzialmente di aziende che utilizzano manodopera senza che i lavoratori siano loro dipendenti, bensì finti liberi professionisti. 163 i lavoratori interessati da questo fenomeno riscontrati in 58 aziende per i quali sono state emesse sanzioni per 109mila euro.

Impressionante poi il dato relativo agli accertamenti utili ai fini del recupero imponibile accertato: 6milioni e 400mila euro circa. Si tratta del totale delle bustepaga sulle quali non sono stati versati i contributi corretti. Infine sono stati effettuati 48 interventi su richiesta di lavoratori in cui sono state rese possibili conciliazioni con le aziende. 179mila euro circa le somme riconosciute ai lavoratori.

I casi sul territorio

Diversi i casi eclatanti che hanno impegnato gli operatori sul territorio. In primo luogo una fornitura illecita di manodopera nel settore edile a Gravedona. Attraverso una fitta rete di subappalti, un’azienda che aveva vinto un appalto per la costruzione di una scuola elementare ha utilizzato manodopera fornita da aziende terze: tre operai che hanno lavorato illecitamente dal settembre 2017 all’aprile 2018.

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Un grosso caso di lavoro nero è stato invece riscontrato a Cantù, dove il ristorante “La Fabbrica dei Sapori” è stato temporaneamente chiuso per l’utilizzo di 24 lavoratori in nero su 40 al momento dell’ispezione. Senza contare i part time fittizi e le sottoqualifiche professionali.

Estremamente importante il risultato raggiunto dal Nucleo Carabinieri ispettorato del lavoro con il caso della casa di riposo di Pianello del Lario dello scorso giugno. Si tratta del primo caso di caporalato in provincia di Como e sempre del primo ma questa volta a livello nazionale di caporalato in ambito sociosanitario. QUI tutti i dettagli dell’operazione.

I controlli sono scattati anche nella Pubblica Amministrazione. A seguito di verifiche e di riscontrate mancanze in ambito di sicurezza sul lavoro sono stati denunciati il presidente della Comunità montana di Porlezza e il sindaco di Pigra. Proprio nel piccolo comune infatti gli ispettori hanno riscontrato irregolarità tra gli operatori che lavorano alla funivia.

Infine il Nucleo Carabinieri ispettorato del lavoro è stato impegnato quotidianamente per circa sei mesi nella messa in sicurezza dell’area della Ecosfera, dove giusto un anno fa ci fu l’esplosione di un silos, con l’obiettivo di far luce su cosa scatenò quel tremendo disastro che fortunatamente non causò vittime.

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