Maltrattamenti all’asilo nido di Cernobbio. I Carabinieri della Compagnia di Como questa mattina, giovedì 28 marzo 2019, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal GIP presso il Tribunale Ordinario di Como.

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Maltrattamenti all’asilo nido di Cernobbio: educatrice ai domiciliari

Ai domiciliari c’è una donna, classe 1961, responsabile del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi aggravato. Il reato è stato commesso in qualità di educatrice in un asilo nido di Cernobbio, dove ha avuto una serie di condotte violente nei confronti di bambini.

Il maggiore FrancescoDon Vito ha spiegato: “Le indagini sono durate circa un mese e mezzo, sono state svolte con intercettazioni video e ambientali da cui sono emersi 11 comportamenti contestati a livello penale“. I comportamenti della donna però sembrerebbero essere abituali. Gli episodi vedono come vittime cinque bambini di età compresa tra i 3 e i 18 mesi che frequentano l’asilo comunale di Cernobbio dove la donna lavorava da oltre 10 anni. L’attività è partita da una segnalazione all’interno della struttura, i genitori erano all’oscuro di tutto visto che i bambini non presentavano segni visibili dei maltrattamenti subiti.

“Costretti a mangiare fino a provocare il vomito”

Le violenze consistevano in strattonamenti, a volte schiaffi, e offese verbali ai danni dai piccoli. Quando il bambino si rifiutava di mangiare, lo costringeva a farlo mettendogli il cucchiaio in bocca e provocandogli il vomito. Oppure, come si vede dalle immagini, quando i piccoli si svegliano, venivano rivoltati bruscamente sulla culla.

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“Era incredula”

La donna, 56 anni, da oggi è agli arresti domiciliari. “All’inizio era incredula, poi penso abbia realizzato dopo aver letto il provvedimento. Ammissioni di colpa? Per ora non ci sono state” ha concluso Don Vito.

Genitori scossi e preoccupati

Durante la conferenza stampa andata in scena nella mattinata di oggi, erano presenti anche alcuni genitori dei bambini, evidentemente scossi dopo essere venuti a conoscenza dei fatti e aver visto le immagini. “Possiamo solo attendere di capire quello che è successo” hanno spiegato.