Maltrattamenti all’asilo nido. Dopo gli episodi di Cernobbio, un altro caso nel Varcellese dove le indagini sono partite dopo lividi e labbro rotto. A riportarlo è Nuovaperiferia.it.

Maltrattamenti all’asilo nido: un nuovo caso nel Vercellese

I Carabinieri della Stazione di Crescentino, hanno dato esecuzione – nelle ultime ore –  alla misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività di insegnante, con interdizione da ogni struttura statale o private, per un anno, nei confronti di due maestre di una struttura privata localizzata in Crescentino. Si tratta, secondo quanto emerge, di una vicenda che riguarda esclusivamente il nido privato – il Micronido Coccinella – al primo piano di una struttura che già ospita una scuola per l’infanzia privata quella con accesso da viale IX Martiri che, in questa vicenda, non è per nulla coinvolta. Secondo le indagini dei carabinieri, infatti, le due donne sarebbero responsabili di maltrattamenti verso i bambini che erano stati affidati loro.

Le indagini partono dopo i lividi e un labbro rotto

Le indagini partono dopo i lividi e un labbro rottoLe indagini dei militari dell’Arma sono partite alla fine del 2018, a seguito di denuncia presentata dalla mamma di una bambina iscritta al nido. La donna, si è presentata al comandante della Stazione di Crescentino rappresentando che sua figlia, di quasi 3 anni, era tornata dall’asilo con lividi al viso ed un labbro rotto. Secondo quanto riferito, il fatto che la bambina tornasse a casa con qualche livido era già successo in passato, ma era stato giustificato con la comprensibile vivacità di un bambino di quell’età. Questa volta, però, la solita spiegazione delle insegnanti non l’aveva convinta, non le sembrava proprio plausibile che quelle lesioni fossero attribuibili ad una caduta accidentale.

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Il caso di Cernobbio

Un caso che riporta alla mente quanto successo all’asilo nido di Cernobbio.  I Carabinieri della Compagnia di Como giovedì 28 marzo 2019, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal GIP presso il Tribunale Ordinario di Como. Le violenze consistevano in strattonamenti, a volte schiaffi, e offese verbali ai danni dai piccoli. Quando il bambino si rifiutava di mangiare, lo costringeva a farlo mettendogli il cucchiaio in bocca e provocandogli il vomito. Oppure, come si vede dalle immagini, quando i piccoli si svegliano, venivano rivoltati bruscamente sulla culla. (QUI I DETTAGLI)